ROMA – Un lunedì particolarmente relativo. Perché nella Capitale si respira aria differente. Per chi ancora in ferie, per chi sotto l’ombrellone connesso a qualsiasi tipo di dispositivo, ma soprattutto al tempo stesso per chi tornato a Roma deve lavorare. Lavora con una leggerezza differente, perché non sarà una serata come le altre. L’estate volge al termine, stasera tornano in campo le squadre del cuore: c’è la Lazio, c’è la Roma.
Aprono proprio i biancocelesti. Depressione ambientale, contestazione a Lotito. C’è chi è partito per Bologna, ma che sa già che diserterà le gare interne all’Olimpico. Non ci si aspetta nulla, mesta metà classifica: la piazza non ha ambizioni, spera soltanto che un giorno “Lotito liberi la Lazio”. L’eliminazione in Coppa Italia va comunque riscattata, Gattuso lo sa, anche la sua avventura è iniziata di male in peggio. Di fronte tanto entusiasmo, una squadra passata da Italiano a Tedesco, la voglia di tornar protagonisti e prendersi le coppe: non è propriamente il debutto più semplice.
Se la Lazio apre alle 18.30, il gran finale è tutto all’Olimpico per le 20.45. Dove c’è decisamente più entusiasmo. La Roma giallorossa, al secondo anno Gasp e con rinforzi, si tuffa nell’anno del Centenario. Solito sold-out all’Olimpico: la passione è sempre incondizionata, ma stavolta entusiasmo contagioso. Che assaggerà anche la nuova Fiorentina, ribaltata da Paratici ed affidata a Grosso, che cercherà di stupire. Malen e Castro scaldano i motori, Gasp vuol partir forte: non ambisce a nient’altro che a tre punti alla prima, subito per rispondere alle altre grandi. E chissà, in quella lotta Scudetto, sorniona, vuol infilarsi pure la sua Roma.

