L’albanese Fisnik Smajlaj, indicato dalla Dda di Catanzaro come fornitore di eroina del clan Abbruzzese, è rientrato scortato dall’unità Interpol I-CAN. Era irreperibile dal 2023
CATANZARO — È rientrato in Italia nei giorni scorsi, scortato dal personale dell’unità I-CAN – l’Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia – il latitante albanese Fisnik Smajlaj, destinatario di un mandato d’arresto europeo emesso sulla base di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere ottenuta dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti.
A suo carico c’è anche un titolo definitivo: il 12 gennaio 2023 la Corte d’appello di Catanzaro ha emesso un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti per complessivi 27 anni e 6 mesi di reclusione. Smajlaj è coinvolto nel procedimento denominato “Gentleman II”.
Il 2 maggio 2023 il gip di Catanzaro aveva disposto misure cautelari nei confronti di 25 persone – 19 in carcere, 4 ai domiciliari, 2 con obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria – e il sequestro preventivo di beni per circa 3,8 milioni di euro. L’inchiesta ha ricostruito l’operatività di un’associazione dedita al narcotraffico con base in provincia di Cosenza – Cassano allo Jonio, Corigliano Calabro e la sibaritide – e ramificazioni in Germania, dedita all’importazione di ingenti quantitativi di cocaina, eroina e hashish. In quel contesto Smajlaj è stato individuato come il fornitore di oltre 30 chili di eroina alla cosca Abbruzzese di Cassano allo Ionio.
All’atto dell’esecuzione della misura si era però reso irreperibile, facendo scattare le ricerche a livello internazionale. Ricerche complicate da un particolare emerso durante le indagini e la procedura di estradizione: nel 2021 l’uomo si era sottoposto a un intervento chirurgico di alterazione e inversione delle impronte digitali, con l’obiettivo di eludere i sistemi di identificazione.
La figura di Smajlaj era già nota agli investigatori dai primi anni Duemila come broker di stupefacenti per organizzazioni criminali siciliane e calabresi. Arrestato nel 2006 ed espulso dall’Italia nel 2008, avrebbe continuato a gestire dall’estero le consegne.
Il suo nome compare nei procedimenti “Skoder” e “Gentleman”, che lo collocano come intermediario rispettivamente per la famiglia Magliari, riconducibile alla Locale di Altomonte, e per il clan degli Abbruzzese. Le indagini sono state svolte dal Gico del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catanzaro con lo Scico della Guardia di finanza e, dal 2020, nell’ambito di una squadra investigativa comune con le polizie di Germania (Polizeipräsidium di Francoforte sul Meno) e Belgio (polizia giudiziaria federale di Liegi), con il supporto della Dcsa e di Europol e il coordinamento di Eurojust.
Per le contestazioni di “Gentleman II” il procedimento è nella fase cautelare: vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.


