ROMA – I tragici fatti avvenuti nel quartiere Pietralata di Roma, dove un’intera famiglia, compresa la figlioletta disabile, è stata rinvenuta senza vita probabilmente per un omicidio-suicidio, “deve obbligare la politica ad occuparsi, adesso e a fondo, della questione dei caregiver familiari, nello specifico dando al Paese una legge nazionale buona per tutti, scritta bene e davvero al servizio e a tutela della categoria”.
È quanto sostiene l’associazione Caregiver familiari uniti, che reputa “inaccettabile che una famiglia scelga una soluzione estrema e irreversibile come quella dell’omicidio-suicidio”.
L’associazione sottolinea come “in maniera ricorrente i caregiver familiari, spesso mariti anziani, ricorrono a questa soluzione perché i servizi esistono solo sulla carta ma nella vita di tutti i giorni si è soli con il proprio carico di cura”. Alla luce di questo, i Caregiver familiari uniti chiedono “che ogni amministrazione d’Italia ponga attenzione alla categoria e che la commissione XII alla Camera, dove è ancora in esame il Ddl che ci riguarda, lavori per rendere una legge davvero a tutela e sostegno o del caregiver familiare italiano”.
“Ricordiamo infine – aggiunge l’associazione – che il Lazio ha una sua legge regionale sul caregiver familiare e che quindi dovrebbe assicurare sostegno e tutele ulteriori rispetto ad altre Regioni dove la legge regionale ancora non c’è”. Inoltre, Roma Capitale ha approvato proprio lo scorso 18 giugno la nostra mozione che impegna il Comune di Roma a “valorizzare e supportare il lavoro di cura svolto dai caregiver familiari, spesso gravati da carichi assistenziali H24 per persone con disabilità gravi e non autosufficienti”, sottolineano i caregiver.

