TARQUINIA – Sono le 20.40 quando al 1530, il numero di emergenza della Guardia costiera, arriva la segnalazione: una barca da diporto di circa dieci metri è finita sugli scogli davanti alla spiaggia libera di Sant’Agostino, a Tarquinia, poco prima del confine con Civitavecchia.
A bordo cinque persone. Dalla Sala operativa parte l’unità SAR CP 891. Ma quando la motovedetta arriva sul posto, si ferma.
Non per scelta: il fondale davanti agli scogli è troppo basso, e proseguire vorrebbe dire incagliarsi a propria volta.
I militari restano a 150-200 metri, a guardare un punto di mare che non possono raggiungere. Nel frattempo è calato il buio e il mare sta peggiorando. I cinque diportisti non sono più sulla barca: sono in acqua.
Il soccorso, a quel punto, passa da un oggetto che sta a bordo della motovedetta e che pesa pochi chili. Si chiama U-SAFE: un salvagente radiocomandato, spinto da una doppia turbina, che si pilota a distanza come un drone.
Non ha bisogno di fondali profondi e non teme le onde corte sotto costa. L’equipaggio lo cala in mare e lo guida verso i naufraghi. Il dispositivo copre in poco tempo la distanza che alla motovedetta era preclusa. Le cinque persone si aggrappano, e da lì vengono trainate fino allo scafo dei soccorritori, dove l’equipaggio le recupera una a una.
Alle 22.30 l’operazione è chiusa. Tutti e cinque stanno bene. I controlli successivi sull’imbarcazione incagliata escludono falle e rischi di sversamenti in mare.

