Se n’è andato a 86 anni il pretore capo che negli anni Ottanta guidò la Pretura di Civitavecchia, prima di essere chiamato a Roma al vertice del Secit. Era nato a Montefiascone nel 1939
MONTEFIASCONE/CIVITAVECCHIA – Non ha mai cercato una prima pagina. È probabile che questa, se avesse potuto scegliere, avrebbe preferito evitarla.
Mario Costantini è morto oggi, dopo una lunga malattia. Il 27 settembre avrebbe compiuto 87 anni.
Lascia la moglie e due figli, tra cui Nora Costantini, consigliere comunale a Civitavecchia.
Montefiascone, dove era nato nel 1939, e Civitavecchia, dove ha esercitato nella stagione più importante della sua carriera, lo salutano insieme.
Una carriera senza rumore
Negli anni Ottanta fu pretore capo a Civitavecchia, in un periodo che ha segnato la vita giudiziaria e istituzionale della città.
Da lì la chiamata a Roma, alla guida del Secit, il Servizio centrale degli ispettori tributari del Ministero delle Finanze: uno degli incarichi più delicati dell’amministrazione statale. Sono ruoli che di solito costruiscono una figura pubblica.
Nel suo caso non è successo. Costantini restò quello che era: un uomo semplice, riservato, che non frequentava i riflettori e non ne sentiva la mancanza.
Il risultato fu una stima che attraversava le appartenenze. Gli veniva riconosciuto il rigore nell’esercizio delle funzioni e, insieme, una qualità umana che chi lo aveva conosciuto non mancava mai di citare.
Anche dopo la fine della carriera scelse di restare fuori dalla scena, e ci restò fino alla fine.
Il ricordo della città
Numerosi i messaggi arrivati nelle ore successive alla notizia.
Fra i primi quello di Fabrizio Barbaranelli, che fu sindaco di Civitavecchia negli stessi anni in cui Costantini sedeva in Pretura: lo ha ricordato come una persona perbene, apprezzata anche fuori dal contesto istituzionale.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia Massimiliano Grasso ha espresso il cordoglio alla collega Nora Costantini, ricordando di aver conosciuto il magistrato da bambino, per via dell’amicizia tra le due famiglie, e descrivendolo come un uomo che ha amministrato la giustizia con rigore ma anche con attenzione alle storie delle persone.
Condoglianze anche dal consigliere Mirko Mecozzi.
L’eredità di Mario Costantini resta soprattutto un insegnamento di metodo: che si può stare ai vertici delle istituzioni senza farsi notare, e che il rigore non ha bisogno di essere annunciato. È un esempio che diverse generazioni di magistrati e amministratori hanno avuto sotto gli occhi, in due città che oggi ne condividono il lutto.
Le esequie saranno celebrate venerdì 4 settembre, alle 16, nella chiesa di San Gordiano.

