BRNO (REPUBBLICA CECA) – Hanno lasciato tutti col fiato sospeso. Stavolta. Stavolta, per quanto avessero abituato troppo bene, hanno fatto sudare mezzo Bel Paese ed oltre. Un mercoledì sera evidentemente sconsigliato ai deboli di cuore, quello dell’inimitabile Italvolley femminile di Julio Velasco. Che comunque, alla fine della fiera, ha regalato il più classico ma grosso e sentito sospirone a chi fosse incollato ai teleschermi: passaggio del turno e semifinale in cassaforte. Ma ricostruiamo.
Per la prima volta nel corso dell’Europeo 2026, l’Italia va sotto di un set. E lo fa in un quarto di finale, non proprio a livelli qualunque ma essendo una sfida ad eliminazione diretta, era già un decisivo dentro o fuori. Ma se lunedì con la Bulgaria non sono state avvertite scosse o non è stato accusato alcun tipo di problema, stavolta brividi. E grosso rischio.
Primo set perso 25-21. La Svezia faceva sul serio. Il secondo set vinto punto a punto all’ultimo respiro: quello il climax o la sliding door che potevano cambiar tutto. E allora scocca la rimonta: 26-24, 25-21, 25-23. L’Italia in semifinale, nonostante altri set totalmente combattuti. La Svezia, regina della pallavolo scandinava, s’è rivelata un osso durissimo. Ed a Brno ha spiegato perché.
Adesso l’Italia può volare a sudest. Scende sul Bosforo: missione Istanbul, missione Turchia. Che chissà, potrebbe esser nella bolgia proprio l’avversario in finale, a casa sua. Le padrone di casa, tra l’altro storia e destini trainate ed allenate da Santarelli. Ma adesso per le azzurre il percorso descrive Olanda o Polonia, proprio impegnate nel pomeriggio del giovedì. Sabato, come detto, la semifinale.

