Viterbo – Le “Girate” della Macchina di Santa Rosa per Petroselli e Vito Ferrante, la commozione della figlia
Cronaca, Società
3 Settembre 2026
Viterbo – Le “Girate” della Macchina di Santa Rosa per Petroselli e Vito Ferrante, la commozione della figlia

VITERBO – “Girate” della Macchina di Santa Rosa. Si rinnova l’omaggio dei facchini e della città a chi non c’è più ma ha lasciato un ricordo indelebile nella comunità viterbese

Una sarà dedicata alla memoria di Luigi Petroselli, a 45anni dalla morte del celebre amministratore viterbese e storico sindaco di Roma, un’altra a Vito Ferrante, venuto a mancare da poco dopo aver fatto tanto per gli ultimi della società.

Antonella, figlia di Vito a voluto rivolgere ai facchini di Santa Rosa un commosso ringraziamento.
“Ci sono legami che superano il tempo, cementati da valori condivisi come l’altruismo, la fede e il senso di comunità.
E’ questo il filo invisibile, ma indissolubile, che lega mio padre Vito Ferrante al Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa.
L’emozionante omaggio della “girata” a lui dedicata durante il trasporto della Macchina di Santa Rosa del 3 settembre 2026 ci riempie il cuore di commozione e profondo orgoglio”.

Un legame che affonda le radici lontano.

Già nel 1988 Vito Ferrante volle omaggiare i Facchini realizzando una scultura in legno e gesso che catturava l’essenza del Trasporto: Unione fisica e spirituale simbolo di forza e solidarietà.
La scultura, oggi custodita nel Museo del Sodalizio, non è solo un’opera d’arte, ma il simbolo di un’amicizia fraterna.
“Anni dopo, quando mio padre fondò l’associazione Afesopsit (Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia) e la sua amata Fattoria di Alice, quel seme di solidarietà iniziò a donare i suoi frutti.
La profonda stima si è trasformata in un legame indissolubile, grazie al prezioso sostegno del Sodalizio, un alleato fraterno e instancabile sempre pronto a sostenerlo con donazioni e splendide iniziative benefiche a favore dei più fragili. Mio padre credeva fermamente e sognava una società senza barriere e senza stigma, dove nessuno viene lasciato indietro o giudicato per le proprie fragilità.
Il Vostro omaggio sia un esempio per tutti – prosegue la figlia –  le fasce più deboli della società vanno protette e sostenute, sempre, proprio come Voi sostenete il peso della Macchina.
Credo che l’esempio dei Facchini, capaci di farsi carico di un peso immenso restando uniti, debba spingerci a riflettere sulla necessità di abbattere ogni forma di stigma senza lasciare indietro nessuno.
Solo restando uniti e solidali possiamo sperare in un cammino autentico.
Grazie Santa Rosa per questa infinita gioia che ci doni.
A nome della famiglia Ferrante, rivolgo il più sentito e profondo ringraziamento al Presidente del Sodalizio, al Capofacchino e a tutti i Facchini di Santa Rosa. Grazie per la vostra vicinanza, per il vostro supporto costante e per far volare alto, ancora una volta, il ricordo di mio padre. Con immensa stima e riconoscenza”.