C’è un altro protagonista, a tinte tutte argentine, che si sta prendendo eccome le copertine di questo US Open 2026. Perché i nomi che pian piano ha iniziato a far fuori sono di quelli grossi.
Parliamo di Navone. Ebbene sì, proprio l’asso che a sorpresa ha approfittato delle stupefacenti difficoltà di Djokovic, eliminando il campionissimo serbo al primo turno. Conati, crampi, difficoltà respiratorie e dolori alla schiena: alla lunga Nole impotente, potenziali segnali di viale del tramonto e per il pianeta del tennis proprio Navone divenne il volto più iconico ed emblematico di chi l’ha fatto fuori, di chi ne ha approfittato, di chi ha saputo premere sportivamente e metaforicamente il grilletto.
E Navone fa fuori un altro discreto nome. Uno di quelli che, come decantiamo da anni, se non fosse stato per gli infortuni avrebbe dipinto altresì una seconda parte della carriera in maniera completamente diversa. Matteo Berrettini. Che dopo aver eliminato Wawrinka, era partito bene pure con Navone; ma l’argentino, più fresco ed alla lunga più performante se non dominante, ribalta il set perso e vince 3-1, rispettando i pronostici della vigilia. Per Matteo adesso tempo di riflessioni: N43 al mondo, non basta, troppo poco, a fine mese c’è l’Oriente per risalire il ranking.

