BRACCIANO – Immaginate di tuffarvi in un lago e non toccare più la terraferma per settantadue ore consecutive, sfidando il freddo, la stanchezza estrema e la privazione del sonno. Sembra la trama di un film di pura sopravvivenza, eppure è esattamente l’incredibile record appena siglato da Marco Fratini, un medico gastroenterologo perugino di 56 anni che ha polverizzato ogni limite umano nelle acque del Lago di Bracciano.
Calatosi nel bacino a nord di Roma nel pomeriggio di giovedì, ne è riemerso soltanto domenica alle 18, portando a termine una maratona acquatica massacrante lunga ben 170 chilometri, senza mai appoggiarsi alle imbarcazioni di supporto o mettere piede a riva. Una vera e propria follia sportiva, battezzata “Infinityswim”, che ha dell’assurdo soprattutto per le modalità estreme affrontate dal cinquantaseienne: per poter resistere in un ambiente così ostile per tre interi giorni, l’atleta si è nutrito e idratato rimanendo costantemente a mollo, arrivando addirittura a ingannare il bisogno di riposo sprofondando in strategici microsonni tra i flutti, indotti attraverso tecniche di ipnosi. Questo metodo sbalorditivo gli ha permesso di nuotare in linea retta tra Trevignano, Anguillara Sabazia e Bracciano, ripetendo la spola da 7 chilometri per ben otto volte.
A rendere ancora più epica questa sfida al limite della fantascienza non è stata solo la fame di infrangere un record mondiale di “ultraswim”, ma un fine ben più nobile. Il titanico sforzo di Fratini, infatti, è stato interamente dedicato alla solidarietà, con l’obiettivo di raccogliere fondi a favore dell’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) e dell’Associazione 6 Luglio per supportare i bambini malati. D’altronde, il medico non è nuovo a imprese titaniche: già nel 2023 aveva domato le acque del Lago di Garda nuotando senza sosta per 140 chilometri. Questa volta, però, si è spinto decisamente oltre ogni immaginazione, venendo infine accolto e celebrato sul molo di Trevignano Romano da una folla esultante in delirio, che ha scandito ogni singolo secondo finale di questa indimenticabile impresa ai confini della realtà.

