Sanità, al San Filippo Neri di Roma il primo intervento cervicale in Italia con la neuronavigazione 3D
Sanità
8 Settembre 2026
Sanità, al San Filippo Neri di Roma il primo intervento cervicale in Italia con la neuronavigazione 3D

ROMA – «La tecnologia non sostituisce l’esperienza del chirurgo, ne estende le possibilità». È con queste parole che il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha salutato il risultato raggiunto al San Filippo Neri di Roma, dove è stato eseguito per la prima volta in Italia un intervento di artrodesi cervicale posteriore percutanea con l’impiego della neuronavigazione tridimensionale.

Un traguardo che porta la sanità pubblica del Lazio all’avanguardia nella chirurgia vertebrale ad alta complessità. L’operazione è stata effettuata dal dottor Raffaelino Roperto, all’interno della UOC di Neurochirurgia diretta dal professor Luciano Mastronardi, utilizzando il sistema AESCULAP Ennovate Cervical MIS di B. Braun, integrato con la piattaforma di neuronavigazione 3D Brainlab. Il primato italiano nell’utilizzo combinato di queste tecnologie è stato confermato dalla stessa azienda produttrice.

In termini semplici, la procedura consente di stabilizzare le vertebre cervicali attraverso un accesso mini-invasivo, con piccole incisioni e una dissezione dei tessuti molto più contenuta rispetto alle tecniche tradizionali. A rendere possibile un livello di precisione particolarmente elevato è la navigazione tridimensionale, che permette all’équipe di pianificare in anticipo l’intervento sulla base dell’anatomia specifica del paziente e di seguire durante l’operazione la traiettoria prevista.

Il sistema consente infatti di definire con precisione la posizione, il diametro e la lunghezza delle viti che devono essere inserite, trasferendo le informazioni direttamente sul campo operatorio. Un supporto particolarmente importante quando si interviene sul rachide cervicale, una delle aree più delicate della colonna vertebrale per la presenza ravvicinata del midollo spinale, delle radici nervose e delle arterie vertebrali.

«Nel rachide cervicale pochi millimetri fanno la differenza – ha spiegato il dottor Roperto –. Poter pianificare tridimensionalmente ogni traiettoria e trasferirla sul paziente attraverso la neuronavigazione consente di unire la massima precisione chirurgica alla ridotta invasività dell’accesso percutaneo». L’obiettivo, ha sottolineato il neurochirurgo, è utilizzare l’innovazione tecnologica per ottenere il risultato terapeutico necessario riducendo, quando possibile, l’impatto dell’intervento sul paziente, senza rinunciare a precisione e sicurezza.

Il risultato è stato accolto con soddisfazione anche dal direttore generale della ASL Roma 1, Giuseppe Quintavalle, che ha sottolineato come il nuovo traguardo rappresenti un ulteriore passo nel percorso di innovazione tecnologica dell’azienda sanitaria. L’introduzione della neuronavigazione 3D nella chirurgia cervicale si inserisce infatti in una strategia più ampia che punta a mettere a disposizione del Servizio sanitario pubblico strumenti tecnologicamente avanzati insieme a competenze specialistiche di elevato livello.

Per Rocca, il risultato rappresenta un motivo di orgoglio per la sanità regionale: «Complimenti al dottor Raffaelino Roperto, al professor Luciano Mastronardi e a tutta l’équipe della Neurochirurgia per questo importante risultato della sanità pubblica del Lazio». Un primato che porta così il San Filippo Neri al centro dell’innovazione nella chirurgia vertebrale e conferma il ruolo della struttura romana nelle procedure neurochirurgiche ad alta complessità.