TORINO – Sono ore delicatissime alla Continassa. Non parla nessuno. C’è grande amarezza. Grande delusione. Difficoltà ad accettare un’infermeria così gravemente colpita. Già, colpita come il centrocampo bianconero. O meglio, la linea mediana. Quella mediana letteralmente falcidiata da lungodegenze che domineranno i box da qui fino.. ad anno nuovo.
Dopo Thuram, che settimana scorsa s’è operato in Francia e resterà fuori almeno fino a gennaio, la Juve perde anche l’altro centrocampista titolare attorno cui voleva costruire il presente ed immediato futuro bianconero: capitan Locatelli. L’esito degli esami dopo l’infortunio col Milan non ha lasciato scampo: operazione immediata al ginocchio, non sussisteva altro rimedio.
“A seguito del trauma distorsivo al ginocchio destro riportato nel corso della gara Juventus-Milan, nella giornata odierna Manuel Locatelli è stato sottoposto a intervento chirurgico di sutura del menisco esterno del ginocchio destro – comunicava ieri in serata la Vecchia Signora – L’operazione, eseguita dal dott. Bertrand Sonnery-Cottet alla presenza del medico sociale del Club, dott. Marco Freschi, presso l’Hôpital Privé Jean Mermoz di Lione, è perfettamente riuscita. Da domani il calciatore inizierà il programma riabilitativo previsto”.
A sorpresa. Decisamente agghiacciante. Perché adesso Spalletti perde i pezzi che conosceva il suo calcio, quelli centrali, la coppia da cui voleva far decollare manovre e movimenti 2026/27. Locatelli sarà costretto a restare ai margini fino al 2027: pure lui come Thuram, già, ma ne avrà fino a febbraio/marzo, ancora peggio.
Spalletti adesso fa la conta. E deve inventarsi un’altra mediana. Da rispolverare Douglas Luiz e Koopmeiners, potenzialmente da testar lì McKennie, l’unica grande speranza da lanciar si chiama Sarr. Oggi, quel Kessié, scaturisce ancora più rimpianti. Chissà come concilierà il sonno di Carnevali..


