MADRID – L’indomani regna ancora grande amarezza. Allo stesso tempo orgoglio, ma amarezza. Una dicotomia tutta nerazzurra. Perché senz’altro si poteva far colpo grosso così come quella grande mole di occasioni e personalità hanno dimostrato tutto il potenziale nerazzurro: ecco perché l’Inter al secondo Chivu vuol tornare a recitar voce grossa in Europa, sognando d’arrivare fino in fondo.
Ma alla prima di Champions, specialmente in un tempio che rievocava ricordi straordinari soprattutto per merito dell’allenatore avversario, non puoi commettere certe ingenuità. Col Real di Mou, pieno di fenomeni che ancora devono diventar squadra, ma che sanno castigarti se commetti certe ingenuità. Altro che sbavature o superficialità, errori da matita blu. Quelli di Bisseck e Martinez, che di fatto hanno regalato il successo al Madrid.
Stasera test importantissimo per il Napoli. Al Maradona arriva l’ex finalista battuta solo ai rigori, i campioni d’Inghilterra dell’Arsenal di Arteta. Squadra tosta, fisica, arcigna. Difficilissima da scardinare. L’avversario peggiore per Allegri, che infatti stima avversario e tecnico avversario. Non ci sono McTominay ed Anguissa, è costretto a rilanciar De Bruyne: tutt’altro che la maniera più bella per arrivare alla sfida di stasera. E dopo due sconfitte in campionato, perdere un altro scontro diretto del genere peserebbe tantissimo per tutto l’ambiente.
Solo domani sarà tempo di Roma e Como. L’emozione lariana, la prima volta sul Lago a sentir quella musichetta lì, al Sinigaglia arriva il Lipsia. La banda Gasp invece è in partenza proprio in queste ore: domani aprirà il particolar giovedì di Champions, bolgia sul Bosforo, alle 18.45 in Turchia sfida al Fenerbahce.

