La notizia della notte è stata di quelle grosse. L’eliminazione di Carlos Alcaraz agli US Open ha fatto rumore. E repentinamente, chiaramente, il giro del mondo. Non soltanto perché era campione uscente e che quindi adesso sì, abdicherà ufficialmente; ma soprattutto perché dopo il lungo stop catturava le massime attenzioni tennistiche planetarie, in quanto proprio a Flushing Meadows si concretizzava il grande ritorno.
Ma cosa significa l’eliminazione di Alcaraz ai quarti di finale con Shelton? Prima di tutto, onore al padrone di casa, che ha spedito in visibilio ed a bocca aperta, se non in estasi, il popolo a stelle e strisce. Ma l’americano, che centra già la Top 10 in nona posizione, adesso può scalare eccome portandosi ad accarezzare la Top Five.
Ma soprattutto, in termini matematica, Alcaraz ha perso 1600 punti. Di fatto, pur senza tornare in pista, Sinner guadagna ulteriormente 300 punti sul rivale: adesso, se consideriamo lo sguardo complessivo dei punti accumulati in termini ATP, Re Jannik torna a +5940 sullo spagnolo. Non male, perché significa probabilmente cancellar definitivamente le chance che da qui a fine anno possa superarlo.
Sinner punta Shanghai, continua a lavorare al J Medical di Torino perché chiaramente ambisce a tornare per lo swing asiatico di ottobre. Adesso paradossalmente il problemino può diventare chi non t’aspetti, il nuovo N2 in ascesa, chi prima ha approfittato dei forfait prolungati estivi di Alcaraz e adesso s’è messo addirittura di minare il primato dell’altoatesino: Zverev. Che se vince US Open accorcia: in questo momento 11.500 per Sinner, 8090 per il tedesco. Può salire, eccome.

