TORINO – Jannik Sinner ha finalmente concluso le terapie al J Medical. Tre settimane di scuola Juventus e Vecchia Signora, di fatto, per recuperare da quell’infortunio al ginocchi destro che come noto ha minato la seconda parte e tramonto dell’estate 2026, costringendolo a saltar su tutti US Open.
Ha scelto Torino ed uno dei centri più specializzati per strumenti e terapie come quelle necessarie per curar casi come questi: l’infiammazione tendinea extra-articolare va trattata con massima attenzione, oculatezza, senza forzar i tempi.
Per sistemare il ginocchio, la Federtennis ha provveduto ad inviare nelle settimane scorse al J Medical un macchinario che prevede laser ad argon, sostanzialmente un gas nobile, che lavora sul fisico del tennista dal punto di vista termico. Era uno strumento chiave per Parra, storico medico dei tennisti dei decenni precedenti, mai dimenticato e che nonostante scomparso cinque anni fa ancora oggi emana solco, luce e via su tanti metodi di guarigione per atleti d’alto livello.
Per Sinner è stata anche l’occasione per confrontarsi con Spalletti e mondo Juventus, non a caso giovedì è stata l’occasione per visitar la Continassa e gruppo squadra Juve. Adesso può tornare a Montecarlo dove può testarsi a tutti gli effetti dal punto di vista tecnico: veder come reagisce il fisico, alimentando giorno dopo giorno carichi ed intensità tennistica.
L’obiettivo è chiaramente lo swing asiatico ad estate tramontata. L’aspetto più importante è non forzar la mano: l’ATP 500 di Pechino può esser considerato soltanto prove generali, meglio evitar qualora non si sentisse pronto. Le ricadute, tipiche post infortuni di questo tipo, sono infatti particolarmente frequenti in questi casi. Per questo, più che Pechino a fine settembre, l’obiettivo diventa Shanghai, i Masters 1000 di inizio ottobre.

