Cade l’accusa sulle 121 consulenze da sottosegretario
ROMA, 12 SET – La Corte dei Conti ha respinto la richiesta della Procura contabile che chiedeva a Vittorio Sgarbi di risarcire oltre 200 mila euro al ministero della Cultura per le 121 prestazioni professionali svolte mentre era sottosegretario.
La notizia è stata anticipata dal Giornale e dal Fatto Quotidiano. Questa vicenda contribuì a febbraio 2024 alla decisione di dimettersi da sottosegretario.
Secondo i giudici – rivela Il Giornale – nelle conferenze e negli interventi contestati Sgarbi si sarebbe occupato di storia antica, materia estranea alle deleghe ricevute al ministero. In quelle occasioni avrebbe inoltre esercitato “diritti e libertà fondamentali protette dalla Costituzione o dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo”.
La Corte ha quindi escluso il danno erariale e disposto che il ministero versi a Sgarbi 3.500 euro per le spese sostenute nel giudizio.

