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12 Settembre 2026
Mostra del cinema, Woman Unknown vince il Leone d’oro. Coppa Volpi a Mathilde Arcel e John Malkovich. Premio speciale della giuria a Naza

(Adnkronos) – ‘Woman Unknown’ di May el‑Toukhy ha vinto il Leone d’oro della 83esima Mostra del Cinema di Venezia. Mathilde Arcel si è aggiudicata la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile. A John Malkovich quella maschile. l’annuncio del presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco: “L’84esima Mostra del Cinema di Venezia si terrà dall’1 all’11 settembre 2027”.

Nonostante i cinque film in gara, l’Italia è rimasta a bocca asciutta: un esito amaro che non si verificava dal 2018. La 75esima edizione fu particolarmente deludente per il Bel Paese, che in quell’occasione mancò qualsiasi riconoscimento sia nel concorso principale che nella sezione Orizzonti. Quell’anno, ad aggiudicarsi il Leone d’Oro fu ‘Roma’ del regista Alfonso Cuarón.

Per trovare un altro “anno nero” simile, bisogna tornare indietro al 2010. Anche in quella 67esima edizione della Mostra, l’Italia rimase completamente a secco di premi in tutte le sezioni principali. Il Leone d’Oro, quell’anno, fu assegnato a ‘Somewhere’ di Sofia Coppola.

Woman Unknown ha trionfato portando in questa edizione uno sguardo sul corpo femminile come terreno di conflitto, attraverso il racconto della vicenda delle cosiddette “collaboratrici orizzontali”: donne che, in tutta Europa durante la Seconda guerra mondiale, intrecciarono relazioni con soldati degli eserciti occupanti e che, alla fine del conflitto, furono punite con violenza e umiliazioni pubbliche. A convincere la giuria guidata da Maggie Gyllenhaal e composta da Kaouther Ben Hania, Daniel Blumberg, Francesco Casetti, Xavier Giannoli, Shahrbanoo Sadat e Johnnie To è stata anche l’interpretazione dell’attrice Mathilde Arcel, premiata con la Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile.

Il film, ha detto la regista, parla del corpo della donna come un campo di battaglia” e, allo stesso tempo, delle storie di “donne invisibili, senza voce”. La regista ha raccontato quanto il film sia stato difficile da finanziare e da portare a termine, e quanto l’abbia sostenuta l’idea di “illuminare le donne della nostra storia” e “mi sembra di esserci riuscita”, ha detto, dedicando il premio alla figlia adolescente”. Nel suo discorso, el‑Toukhy ha invitato la figlia e a tutte le ragazze a “non stare sempre al telefono” e a usare la propria voce “per esprimersi contro la disumanizzazione e per tutte le persone che sono state messe a tacere”. Ha poi ringraziato la presidente della giuria Maggie Gyllenhaal per “fare luce sulla mancanza di pari opportunità per le registe nel nostro settore”, auspicando un cambiamento reale.

Ad aggiudicarsi la Coppa Volpi maschile è stato John Malkovich per ‘Wild Horse Nine’ di Martin McDonagh. L’attore era assente alla cerimonia perché “impegnato sul set”.

Tra i 21 film del Concorso è stato inoltre premiato ‘Possible Love’ (‘Ga‑Neung‑Han Sa‑Rang’) di Lee Chang‑dong, che ha ricevuto il Leone d’argento – Gran Premio della Giuria. Mentre a ‘Dau’ di Ilya Khrzhanovsky è andato il Leone d’argento – Premio per la Miglior regia. Il Premio per la sceneggiatura è andato a Stephane Brizé, Coralie Amedeo e Olivier Gorce per ‘Un bon petit soldat’, mentre il Premio Speciale della Giuria ha riconosciuto la forza politica di Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor. “Crediamo che negare un crimine sia ciò che ne favorisce la persistenza”, ha detto Abraham. “I politici israeliani stanno attaccando questo film, contestandolo senza nemmeno averlo visto. E si sta facendo di tutto per non guardare la realtà”. Ma per Abraham la verità è un’altra: “La realtà è che da quando è iniziato questo festival, solo in questi dieci giorni, Israele ha ucciso almeno sei bambini palestinesi a Gaza”. E ha aggiunto: “Gli ufficiali dell’intelligence israeliana con cui abbiamo parlato ci hanno detto che questo massacro è sistemico. Non è un incidente, ma un piano premeditato”.

“Crediamo che negare un crimine sia ciò che ne favorisce la persistenza. Ed è per questo che è davvero particolarmente importante per noi che gli israeliani guardino questo film”. È importante che “lo guardino gli europei, e soprattutto qui in Italia, perché il vostro governo e quello tedesco stanno bloccando le pressioni su Israele che potrebbero porre fine a tutto questo”, come è importante che “lo guardino gli americani, perché il loro Paese finanzia gran parte di questi omicidi”, ha concluso.

Il Premio Marcello Mastroianni per una giovane attrice emergente viene assegnato a Malou Khebizi per ’15/18 (A Place to Heal)’ di Cédric Kahn.

Nella sezione ‘Orizzonti’, la Giuria guidata da Valérie Donzelli e composta da Peter Becker, Elizabeth Lo, David Pablos e Barbara Ronchi ha premiato come Miglior film ‘Un détour par Diane’ (‘Diane in the Loop’) di Ann Sirot e Raphaël Balboni, mentre la Migliore regia è stata quella di Jacqueline Lentzou per ‘A Day in the Life of Jo: Chapter Phaedra’. Il Premio Speciale della Giuria lo ha vinto ‘La Maison du Vent’ (‘House of the Wind’) di Auguste Bernard Kouemo Yanghu, che torna a essere protagonista anche nel palmarès principale. Riconoscimenti anche agli interpreti della sezione ‘Orizzonti’. Laleh Marzban si è aggiudicata il premio per la Migliore interpretazione femminile con ‘Moragheb’ (‘Falling House’).

Per la migliore interpretazione maschile, la giuria ha scelto Riccardo Scamarcio per ‘I figli della scimmia’. “Dedico questo premio a tutti i papà del mondo, anche al mio e a mia madre”, ha detto l’attore, che ha voluto condividere il riconoscimento “con un giovane attore al suo debutto, Andrea Aggio, che interpreta mio figlio nel film”. Il film di Tommaso Landucci si è inoltre portato a casa il Premio Orizzonti per la sceneggiatura insieme a Damiano Femfert. “Che questo riconoscimento non sia soltanto qualcosa per premiare quello che abbiamo fatto in questi anni ma una spinta verso il futuro: per me, per noi e per tutti quelli che stanno muovendo i primi passi e che hanno voglia di rischiare e anche di sbagliare”, ha dichiarato Landucci con il premio tra le mani. Il Miglior cortometraggio ‘Quelques instants de bonheur’ (‘A Few Moments of Happiness’) di Shaden Safieddine Tazi.

Il Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima ‘Luigi De Laurentiis’ è stato assegnato dalla Giuria presieduta da Carolina Cavalli a ‘La Maison du Vent’, che ha ottenuto un secondo riconoscimento dopo il Premio Speciale della Giuria Orizzonti. Nella sezione ‘Venezia Spotlight’, il Premio degli Spettatori – Armani Beauty è andato a ‘Eu Contez’ (‘I Matter’) di Alina Serban. Per Venezia Classici, la Giuria guidata da Daniele Vicari ha premiato come Miglior film restaurato ‘La lunga notte del ’43’ di Florestano Vancini. La sezione ‘Venice Immersive’ ha assegnato il Gran Premio a ‘The Pigeon Ring’ di Shixin Tao e Yuqi Zhang, il Premio Speciale della Giuria a ‘Out of the Ashes’ di Rory Mitchell e Nonny De La Peña e il Premio per la realizzazione a ‘Empire at Sea’ di Peter Flaherty. I riconoscimenti speciali completano il quadro: il Leone d’oro alla carriera 2026 ha celebrato George Clooney ed Ellen Burstyn, il Cartier Glory to the Filmmaker Award è andato a Luca Guadagnino, mentre il Premio Campari Passion for Film è stato assegnato a Serena Rossi.