NAPOLI – Una partenza da film. Adesso, alla fine di quella che tutti sperano ed ambiscono possa esser una nuova cavalcata trionfale, c’è solo a proposito di metafore cinematografica da portarsi a casa un nuovo Oscar.
L’Italvolley è partita forte. Al debutto, non ha sbagliato. Un percorso avviato subito in maniera netta, senza concedere nemmeno un set all’arcigna Svezia, formazione scandinava pervenuta a Napoli per stupire. Non poteva sussistere maniera più romanzesca per aprire gli Europei di pallavolo maschile in quel di Napoli, a Piazza del Plebiscito.
Il primo set interrotto, la sospensione di mezzora, l’acquazzone, la grandine. L’estate che tramonta e quell’autunno che bussa le porte nel promiscuo settembrino; unico comun denominatore: Italia. L’Italia campione del mondo che ospita gran parte degli Europei.. in Italia. Il Bel Paese, a livello di volley, ancora ombelico del mondo.
La notte di Napoli resterà da ricordare. Resterà comunque scalfita nella memoria. Perché ha acceso e riunito la passione del sud pur sulla pallavolo. Un tre a zero netto che non ammette repliche sotto gli occhi di Mattarella, pervenuto in Piazza del Plebiscito per l’occasione, perché sapeva quanto fosse di quelle importanti ed ancora una volta il Presidente della Repubblica non ha perso minima occasione per manifestar vicinanza a sorti e cultura sportiva tricolore.
Per il resto il campo ha detto 25-22, 25-21, 25-17: un primo set combattuto, un secondo idem, il terzo in discesa contro una Svezia ormai al muro. Come fanno le grandi squadre. Perché l’Italia forse non avrà espresso la miglior pallavolo dal punto di vista prettamente espressivo, ma ha mostrato quel che conta di più ancora una volta: mentalità, solidità, freddezza nei momenti che contano.
E finisce col protagonista in copertina: proprio Mattarella, che riceve l’omaggio di Napoli e lui che di conseguenza va ad omaggiare i beniamini in campo. Tutto meraviglioso così, l’Italia ha vinto ancora: gli Europei, per i campioni del mondo in carica, non potevano iniziar meglio.

