VITERBO – riceviamo e pubblichiamo – Insieme alla “cura” somministrata da Frontini alla città, arriva anche il “bugiardino”, una sorta di libretto “illustrativo” che la sindaca sta distribuendo in questi giorni sulle cose fatte. Un libro delle favole che dovrebbe divulgare sul “cammino dei borghi e delle fiabe” che ha ri-lanciato in pompa magna qualche giorno fa. E, invece, l’hanno avvistata nel centro cittadino con una cinquantina di pagine dove ha la presunzione di impartire ai viterbesi la lezioncina sulle tante cose belle che ha fatto. Ricordiamo alla sindaca che la rendicontazione di fine mandato è normata dalla legge per garantire trasparenza e veridicità dei dati divulgati alla cittadinanza, riguardo a somme spese e obiettivi raggiunti. Il suo stampato mi pare sia molto lontano da quello che la norma le chiede di fare prima della fine del mandato dove, secondo canoni molto rigidi, dovrà spiegare ai viterbesi come e per cosa ha speso i soldi dei contribuenti rispetto a quanto promesso in campagna elettorale. Il documento andrà anche certificato dall’organo di revisione contabile. Nel frattempo assistiamo all’ennesima “missione” autocelebrativa della sindaca, non sappiamo nemmeno quanto “legittima”, con questa sorta di bugiardino su cui campeggia la sua gigantografia in copertina (la foto di Viterbo è in seconda pagina), senza alcuna indicazione dei soldi spesi, senza alcun numero che possa certificare l’”oggettività” di quello che dice, senza fare alcuna menzione al programma elettorale con cui ha vinto le elezioni e alla misura con cui lo ha realizzato, senza dire quali siano stati gli impatti positivi “oggettivi” sulla città. Senza spiegare perché alcune promesse non siano diventate realtà, perché sono state lasciate per strada. E’ pure legittimo cambiare in corsa alcuni obiettivi, certe strategie, purché tutto ciò venga fatto con “trasparenza”, motivato e chiarito alla cittadinanza. Ma tutto questo la sindaca non può farlo, perché tante delle cose promesse, erano delle vere e proprie balle. Ricordate i consigli di territorio? La sua comunicazione opaca, a senso unico, sempre sul filo del malinteso consapevole, non mi sorprende. E, così, dopo il libro dei sogni offerto in campagna elettorale, ora ci propina il libro delle favole al termine del mandato che ha “strappato” ai viterbesi con tante belle illusioni di cui oggi non resta più nulla nemmeno sulla carta: qualcuno sa che fine abbia fatto il programma elettorale della sindaca? Tra i grandi traguardi raggiunti e citati in questo libro delle favole che ha redatto a fine mandato, Frontini inserisce pure il Giubileo con la “valorizzazione dei cammini religiosi e del turismo lento”, senza dire come e in cosa tutto ciò si sia tradotto. Abbiamo, però, un vago ricordo del monumento del pellegrino rimasto sepolto nell’erba alta per settimane, forse mesi. Cita poi la “creazione” della “Film commission” Viterbo che, peraltro, già esisteva, indicando, tra i traguardi raggiunti: “l’espansione delle produzioni attive”, senza dire, però, come, tutto questo, abbia avuto un impatto positivo (o negativo) per la città e i suoi residenti. Al capitolo “Le grandi opere” c’è, naturalmente, l’elenco di una serie di progetti che attraversano anche tre amministrazioni prima della sua, arrivando al suo iter finale in concomitanza con il suo approdo a Palazzo dei Priori. Una coincidenza temporale che le permette di accreditarsi il numero di cantieri aperti e chiusi, rispetto ai quali non voglio fare polemica. Mi preme solo avvertire la sindaca che fare su e giù per le strade cittadine con questa specie di “bugiardino” “fuori legge” è inutile: seppure lei abbia omesso dati ed elementi oggettivi a supporto di quello che dice, i viterbesi hanno tutto quello che serve loro per capire se la città sia veramente cambiata in meglio oppure no. Confido solo che la sindaca non abbia speso i loro soldi per realizzare lo stampato. Per tutti noi, “Viterbo è ciò che conta, sempre”, come scrive alla fine del libretto, anche se lei la foto della città l’ha sbattuta in seconda pagina, in copertina c’è la sua.
Andrea Micci
Consigliere comunale

