Operazione “Aquila Nera”, traffico di cocaina e migranti: 20 misure cautelari e 82 chili di droga sequestrati
Cronaca
22 Settembre 2026
Operazione “Aquila Nera”, traffico di cocaina e migranti: 20 misure cautelari e 82 chili di droga sequestrati

Blitz anche nelle province di Roma e Frosinone

TRENTO – I carabinieri del Comando provinciale di Trento, coordinati dalla Procura antimafia, hanno interrotto presunti canali di approvvigionamento di cocaina dal Sudamerica diretti verso il Nord Italia. L’operazione, denominata “Aquila Nera”, ha portato all’esecuzione di 20 misure cautelari e allo smantellamento di tre gruppi criminali, ritenuti coinvolti, a vario titolo, nel traffico internazionale di stupefacenti e di migranti irregolari.

Il blitz è scattato all’alba nelle province di Trento, Bolzano, Vicenza, Verona, Rovigo, Roma, Frosinone, Varese e Ragusa. L’inchiesta, avviata nel giugno 2021 e proseguita fino al novembre 2024, avrebbe consentito di ricostruire una rete di importazione di cocaina dal Perù e dal Paraguay, con passaggi attraverso la Spagna e destinazione finale nel Nord Italia.

Secondo gli inquirenti, le 20 persone raggiunte dai provvedimenti sono gravemente indiziate di associazione per delinquere finalizzata al traffico, anche internazionale, e allo spaccio di sostanze stupefacenti, nonché di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di migranti clandestini.

Nel corso delle indagini sono state arrestate in flagranza sette persone: cinque in Italia e due tra Perù e Paraguay. Complessivamente sono stati sequestrati oltre 82 chili di cocaina, di cui 60 chili in Paraguay e otto in Perù, quantitativi che, secondo gli investigatori, erano destinati al mercato italiano. Le attività investigative avrebbero inoltre documentato più di 1.300 cessioni di droga.

Il filone sui migranti

L’inchiesta ha fatto emergere anche un presunto traffico di migranti lungo la rotta balcanica. Nel dicembre 2022, in Slovacchia, due degli indagati furono arrestati mentre trasportavano 15 cittadini siriani privi di documenti. Secondo la ricostruzione investigativa, ciascuno avrebbe pagato 700 euro per l’ultimo tratto del viaggio verso l’Italia.

Gli indagati avrebbero noleggiato in provincia di Trento autocarri destinati al trasporto merci, con pagamenti non tracciati, utilizzandoli poi per trasferire i migranti dalla Slovacchia all’Italia attraverso Ungheria e Austria.

Ordini dal carcere

Nel corso dell’attività investigativa sarebbe inoltre emerso che uno dei presunti vertici di uno dei tre gruppi, durante un periodo di detenzione, sarebbe riuscito a mantenere i contatti con i complici e a impartire direttive tramite un telefono cellulare introdotto illegalmente nel carcere.

Gli investigatori contestano anche un episodio di sequestro di persona a scopo di estorsione, avvenuto nel marzo 2023 tra Verona e Trento. Due indagati avrebbero sequestrato un uomo che aveva accumulato debiti legati all’acquisto di droga. Le contestazioni sono al vaglio dell’autorità giudiziaria e per tutti gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.