LATINA – Non sono giorni ed ore semplicissime in casa Latina Calcio. L’avvio di una stagione che doveva partire in maniera diametralmente opposta rispetto alla passata, quello di una stagione che il Leone avrebbe voluto interpretare da grande, quantomeno in base alle premesse agli albori dell’estate e le stesse promesse evidentemente disattese che il club destinò a Mr Volpe per persuaderlo a respingere la corte del Livorno giugno scorso.
La storia recente narrerà che l’estate appena conclusa descriverà un Latina che, più che pensare agli ingressi per rinforzare la rosa a disposizione del blindato tecnico, trascorrerà tutti gli ultimi giorni di mercato a perfezionare la cessione di stella e bomber Parigi al miglior offerte. In questo caso Pescara, sì, ma senza degna sostituzione. Tant’è che come mostrato nelle settimane precedenti Volpe è stato costretto agli straordinari: re-inventarsi un team capace di costruire di più, più mole e più occasioni per nutrir più tentativi di realizzazione per sopperire alla partenza di chi aveva bisogno di mezza chance per trasformarla in rete.
Ed esattamente come a Gubbio, anche persino a Reggio Emilia lo scenario s’è esattamente ripetuto. La squadra gioca, a tratti addirittura macina, costruisce occasioni ma manca chi finalizza, chi la mette dentro. Ed alla fine deve arrendersi, perché la Reggiana è la Reggiana e per mentalità è costruita pur per vincere sporco al fine di far punti per realizzar quel fatidico salto di categoria. 1-0 al Mapei, ennesimo risultato beffardo.
Il Latina adesso torna prepotentemente nei bassifondi. Siamo solo all’inizio, ma la classifica somiglia molto di più a quella della prima parte dello scorso campionato, proprio prima dell’avvento di Volpe che dopo. E quando i risultati non arrivano spesso e volentieri si restituisce colpa al tecnico, che rischia. In questo caso, proprio per discorsi sviluppati ed argomentati in articolo, moralmente decisamente vietato.

