FIUMICINO – I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, in collaborazione con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nell’ambito dell’attività di contrasto al narcotraffico presso lo scalo aeroportuale “Leonardo Da Vinci” di Fiumicino hanno sequestrato 50 kg di Ketamina, sostanza stupefacente dagli effetti dissociativi e psichedelici, e tratto in arresto tre cittadini taiwanesi.
L’operazione, condotta nell’ambito di una intensificata attività di controllo presso lo scalo aeroportuale, ha tratto spunto dall’analisi di un anomalo itinerario di viaggio, riconducibile a un gruppo di cittadini taiwanesi che, attraverso un inusuale schema di movimentazione, aveva raggiunto l’Italia dai Paesi Bassi a bordo di pullman di linea, per poi proseguire il viaggio in aereo da Roma Fiumicino con destinazione Hong Kong.
Sulla base degli elementi acquisiti sono stati sottoposti a controllo doganale due passeggeri taiwanesi, individuati presso i banchi check-in pronti a partire con al seguito 13 involucri perfettamente sigillati contenenti 25 chilogrammi di ketamina in grani occultati all’interno del bagaglio da stiva.
Le immediate investigazioni hanno consentito di individuare un terzo componente del gruppo, anch’egli giunto in Italia dai Paesi Bassi a bordo di un pullman di linea e ospite presso una struttura alberghiera di Fiumicino. La tempestiva perquisizione della camera occupata dall’uomo ha permesso di rinvenire ulteriori 13 involucri, contenenti analogo stupefacente pari ad altri 25 chilogrammi di ketamina in zolle/cubetti.
L’ingente quantitativo di sostanza stupefacente, complessivamente quantificato in oltre 50 chilogrammi, è stato sottoposto a sequestro ai sensi dell’art. 354 c.p.p.
L’attività investigativa ha consentito di ricostruire il collegamento tra i tre soggetti e di acquisire elementi probatori in ordine al loro concorso nella movimentazione dello stupefacente, permettendo l’arresto in flagranza per le violazioni previste e punite dagli artt. 73 e 80 del D.P.R. 309/1990, in considerazione anche dell’ingente quantitativo di sostanza stupefacente rinvenuta che, qualora fosse stato immesso sul mercato illecito, avrebbe potuto generare profitti stimati tra i 3 e i 4 milioni di euro.
“L’operazione testimonia ancora una volta l’efficacia della sinergia operativa tra Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – fanno sapere dalla Guardia di finanza -, impegnate quotidianamente nel presidio degli scali portuali e aeroportuali e nel contrasto ai traffici illeciti transnazionali. Si precisa che il procedimento penale verte nella fase delle indagini preliminari e che, per il principio della presunzione di innocenza, la responsabilità della persona sottoposta a indagine sarà definitivamente accertata solo ove intervenga una sentenza irrevocabile di condanna”.

