CASSINO – Per la Procura della Repubblica di Cassino non ci sono più dubbi: si è suicidata Fateme Khoshyom, la studentessa iraniana di Management Aziendale presso l’università di Cassino, trovata morta lunedì 21 nell’appartamento di Cassino dove abitava con la figlia di 6 anni ed il marito, ingegnere anche lui di nazionalità iraniana.
“Gli elementi investigativi raccolti convergono nel confermare l’ipotesi del suicidio” ha dichiarato oggi in una nota il procuratore capo Carlo Fucci. La conferma è arrivata dai primi risultati dell’autopsia: “i rilievi scientifici, il sopralluogo effettuato dal medico legale nominato da questa Procura, intervenuto tempestivamente sul luogo, l’immediato esame esterno del corpo, hanno rilevato elementi compatibili con l’ipotesi suicidaria, escludendo in prima battuta segni di violenza attribuibili a terzi”.
Le indagini però proseguono: i poliziotti del Commissariato di Cassino e della Squadra Mobile di Frosinone hanno sequestrato alcuni cellulari e computer per analizzarne i contenuti “al fine di valutare definitivamente la sussistenza o la esclusione di ipotesi di sollecitazione o coinvolgimento di terzi nel gesto”.
Il procuratore evidenzia anche che le indagini si stanno compiendo anche con ulteriori attività che “contribuiranno alla ricerca e alla cristallizzazione di elementi probatori certi utili per le valutazioni in ordine alla dinamica ed alle cause del decesso e dell’ipotizzato suicidio”.

