MIAMI (FLORIDA) – C’è tempo entro fine novembre per presentar le candidature alla nuova presidenza della Fifa. Dopo fulmini e tempeste, il regno Infantino perdurato undici anni sembra destinato a tramontare. Ma nel momento del potenzial terremoto, il vertici in Marocco di fine agosto ha conferito fiducia a tempo al numero uno del calcio mondiale. Che intanto resta ancora lì, in sella. E col passare delle settimane la novità è che non ci sono novità: al momento, Infantino è l’unico candidato alle prossime elezioni. Nonostante la sfiducia di grossi blocchi, come il Sudamerica o la stessa Uefa.
Con cui cerca, nel tempo e silenziosamente, in qualche moto di mitigare. Proponendo più fondi alle 211 federazioni affiliate e quindi alle Confederazioni, “al massimo livello di finanziamento aggiuntivo che possa essere erogato responsabilmente”. Col Sudamerica può toccar terreno relativamente più forte, con l’Uefa di Ceferin in realtà è scontro durissimo. Anzi, la Fifa è addirittura passata sostanzialmente al contrattacco, proprio nelle ultime ore.
Già perché con una lettera inviata al Tribunale della Florida, la Fifa sostanzialmente attacca l’Uefa d’aver orchestrato ed allestito una vera e propria campagna mediatica basata sulla disinformazione al fine di screditare il lavoro e posizione di Infantino. L’Uefa aveva chiesto l’accesso agli atti nella missione di Infantino, poi revocata dopo grandine politica, di vender la Coppa del Mondo a privati. Tra i due enti, calcio mondiale e calcio europeo, rapporti tesissimi ormai da anni: quel Mondiale per club ha invaso tanto, sotto il punto di vista di calendarizzazione europea ed in particolare.. Champions League.

