PALESTRINA – Sette misure cautelari sono state eseguite questa mattina dai carabinieri della Compagnia di Palestrina, con il supporto del Nucleo investigativo del gruppo carabinieri di Frascati e della Compagnia carabinieri di Frascati, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Tivoli su un’articolata serie di reati commessi tra Palestrina, San Cesareo, Zagarolo, Poli, Cave, Gallicano nel Lazio, Colonna e altri comuni della provincia di Roma. Cinque persone sono state portate in carcere, una e’ stata sottoposta agli arresti domiciliari e una all’obbligo di dimora nel comune di residenza. Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Tivoli su richiesta della Procura, e’ stato eseguito insieme a numerose perquisizioni personali, locali e informatiche nei confronti di altri indagati. Contestualmente sono stati notificati inviti a rendere interrogatorio preventivo ad ulteriori soggetti coinvolti nell’indagine. Al centro dell’inchiesta, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, ci sono episodi di traffico e spaccio di stupefacenti, estorsione, sequestro di persona, lesioni aggravate, atti persecutori, detenzione e utilizzo di armi ed esplosivi e un tentato omicidio. Particolare rilievo assume un’attivita’ di spaccio di cocaina e crack realizzata sia attraverso consegne a domicilio sia mediante una base utilizzata per la preparazione e distribuzione delle sostanze. Le cessioni sarebbero arrivate fino a circa 150 grammi al giorno nei territori di Palestrina, Cave, Zagarolo e Poli.
L’indagine avrebbe inoltre documentato diversi episodi di violenza e intimidazione ai danni di giovani vittime, che sarebbero state costrette, attraverso minacce e aggressioni, a consegnare denaro, strumenti di pagamento o altri beni destinati successivamente a finalita’ illecite. Tra gli episodi contestati figura anche un agguato armato avvenuto a Poli, durante il quale sarebbe stato esploso un colpo di arma da fuoco contro una persona, rimasta gravemente ferita agli arti inferiori. L’episodio sarebbe maturato nell’ambito di contrasti legati al controllo dello spaccio sul territorio. Le indagini avrebbero infine ricostruito una serie di atti intimidatori e ritorsivi ai danni di un intero nucleo familiare. Secondo l’ipotesi della Procura, alcuni degli indagati avrebbero agito su impulso di un soggetto gia’ sottoposto al divieto di avvicinamento nei confronti del padre della propria ex moglie. Tra le condotte contestate ci sarebbero minacce, tentativi di incendio e il collocamento, nei pressi dell’abitazione delle persone offese, di ordigni artigianali ritenuti di elevata capacita’ offensiva. Gli episodi, secondo gli investigatori, sarebbero stati idonei a mettere in pericolo l’incolumita’ delle vittime e a provocare un perdurante stato di paura.

