di Simona Tenentini
Non c’è pace per Pasolini, dichiarato abusivo post mortem, e per la sua abitazione, la famosa Torre di Chia al momento al centro di una complessa battaglia legale per riconoscerne la proprietà.
Da una parte un privato, Gabriele Gallinari, che ha acquistato regolarmente l’immobile libero da qualsiasi vincolo, come da certificazione notarile, e dall’altra un altro privato, l’Università Agraria di Chia che, sostenendo in giudizio l’esistenza di usi civici non manifesti, rivendicherebbe a sé la titolarità del bene.
Ieri sono scaduti i termini di 30 giorni imposti dalla Regione Lazio per la reintegra e di conseguenza l’allontanamento volonario del proprietario dalla propria casa, in maniera gratuita e senza indennizzo.
Nel frattempo lo stesso Gallinari ha presentato una richiesta di sospensiva al Tar contro il provvedimento, mentre la raccolta firme lanciata su Change.org per salvare la Torre ha raggiunto oltre 25000 adesioni.
“Avere raggiunto in così pochi giorni 25.000 firme è un segnale importante. La gente si rende conto di cosa sta accadendo ed esprime attraverso la firma la sua opinione – dichiara Gabriele Gallinari – Questo mi conforta.
Così come negli scorsi 4 anni sono state di grande conforto le parole dei visitatori che abbiamo accolto durante le consuete aperture, le loro raccomandazioni, i loro in bocca al lupo.
In qualche modo hanno lottato al mio fianco in questa surreale vicenda che faticavano a ritenere possibile.”
“Si è tanto parlato di interesse pubblico e allora chiedo: interesse pubblico non è anche e soprattutto la tutela della proprietà, del diritto alla casa, dell’affidamento del cittadino nelle Istituzioni, in uno Stato di diritto? Perché tanta urgenza nel cacciarmi dalla mia abitazione prima che la sentenza sia definitiva, se la proprietà è già ben custodita e aperta al pubblico.
Con il rischio di dovermela poi restituire e di dovermi risarcire il danno subito con la perdita della casa.”
“Fa male oggi ascoltare ricostruzioni fantasiose volte a riabilitare agli occhi dell’opinione pubblica questa vicenda: fantomatici contenziosi risalenti al 2018, richieste di servitù di passaggio negate, Notai che avrebbero avallato incauti acquisti (su una casa vincolata, con possibilità di prelazione da parte dello Stato e oggetto addirittura di un’interrogazione parlamentare!).
Richieste di incontri conciliatori che avrei rifiutato. Le carte dicono altro e sono certo che prima o poi si farà chiarezza. Intanto prendo i calmanti che mi hanno prescritto e vado avanti.”
“Oggi dovrei lasciare la mia prima casa conclude amaramente Gallinari – quella che ho salvato a mie spese dalla rovina con un acquisto regolare, quando nessuno la voleva, vendendo la casa dove vivevo, facendo affidamento nelle Istituzioni.
La mia casa, tutti i soldi spesi, la mia vita: l’ultimo giorno. Ho fatto ricorso al TAR con la speranza che il provvedimento di reintegra della Regione Lazio venga sospeso in attesa di una sentenza definitiva.
Aspetto che venga fissata l’udienza”.

