I “Cacciatori” stanano i pusher mimetizzati tra i rovi dell’Alta Tuscia: blitz dei Carabinieri nei boschi (FOTO)
Cronaca
12 Ottobre 2026
I “Cacciatori” stanano i pusher mimetizzati tra i rovi dell’Alta Tuscia: blitz dei Carabinieri nei boschi (FOTO)
Intervento tra Montefiascone, Acquapendente e San Lorenzo. Ecco cosa è successo:

MONTEFIASCONE – Un anno di indagini silenziose, appostamenti difficilissimi e, infine, l’irruzione decisiva supportata dai corpi speciali. I Carabinieri della Compagnia di Montefiascone hanno assestato un durissimo colpo alla rete dello spaccio che aveva trasformato le fitte aree boschive dell’Alta Tuscia — in particolare nei territori compresi tra Montefiascone, San Lorenzo Nuovo e Acquapendente — in un vero e proprio fortino della droga.

L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Viterbo con l’ausilio della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (DCSA), si è conclusa con l’arresto di due cittadini nordafricani, finiti in carcere in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale viterbese. Entrambi, regolarmente presenti sul territorio nazionale, sono ritenuti i terminali di decine e decine di cessioni di stupefacenti. Nel corso dell’intervento altre due persone sono state deferite in stato di libertà. Le accuse contestate, a vario titolo, vanno dalla detenzione e spaccio di droga alla resistenza a pubblico ufficiale, fino all’occupazione abusiva di terreni.

La vera sfida investigativa e operativa è stata dettata dalla natura impervia dei luoghi. I pusher vivevano letteralmente “mimetizzati” nella macchia mediterranea, rendendo estremamente complesso sia documentare il viavai degli acquirenti, sia pianificare il blitz finale senza essere scoperti. Per superare questo ostacolo, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno richiesto l’intervento determinante dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Sardegna, un reparto d’eccellenza dell’Arma specificamente addestrato per infiltrarsi, muoversi e colpire in ambienti ostili e inaccessibili.

La trappola è scattata a partire dallo scorso 30 settembre. I militari si sono mossi silenziosamente nella boscaglia accerchiando le postazioni degli indagati. Nel corso dei sopralluoghi, le forze dell’ordine hanno rinvenuto e sequestrato 50 grammi di cocaina e 15 di hashish, già meticolosamente suddivisi in dosi pronte per la vendita, affiancati dal materiale per la pesatura, il confezionamento e dal denaro contante frutto dell’attività illecita.

L’operazione non si è limitata al solo aspetto repressivo: l’intera area naturale, occupata e degradata dagli accampamenti di fortuna costruiti dagli spacciatori, è stata completamente smantellata e bonificata, restituendo i boschi alla comunità e confermando la massima allerta dell’Arma contro il dilagante fenomeno dello spaccio ad alta quota.