Civitavecchia – Nedo Pierozzi, la tenda allo Scalo Matteuzzi e le due versioni di una separazione
Cronaca
14 Ottobre 2026
Civitavecchia – Nedo Pierozzi, la tenda allo Scalo Matteuzzi e le due versioni di una separazione

Lui racconta di essere rimasto senza casa dopo la fine del matrimonio. La legale della moglie ribatte: «Potrebbe lavorare e vivere dai genitori, è una sua scelta». Intanto i servizi sociali seguono il caso

CIVITAVECCHIA – Due ricostruzioni opposte per la stessa storia. Da una parte Nedo Pierozzi, il civitavecchiese che, secondo il suo racconto, da circa tre mesi vive in una tenda allo Scalo Matteuzzi e che nei giorni scorsi aveva chiesto aiuto ai servizi sociali del Comune per ottenere un alloggio.

Dall’altra l’avvocata Donatella Convertini, legale della moglie, che contesta punto per punto la sua versione.

Il racconto di Pierozzi

La vicenda era emersa nei giorni scorsi attraverso le testimonianze rilasciate dall’uomo a diverse testate locali, tra cui la nostra. Pierozzi aveva legato la propria situazione alla fine del matrimonio: la casa familiare era stata assegnata alla moglie e ai due figli, e il giudice gli aveva concesso un mese di tempo per trovare un’altra sistemazione.

Non riuscendoci, aveva raccontato di essersi arrangiato con una tenda sul litorale.

Un riparo precario, che secondo l’uomo è stato anche danneggiato dalla tromba d’aria che ha colpito Civitavecchia. Pierozzi aveva riferito inoltre di essere invalido, di aver avuto contatti con i servizi sociali e di aver ricevuto una proposta di sostegno, senza però arrivare a una soluzione concreta. La sua richiesta: lasciare la tenda e tornare a vivere in un luogo sicuro e dignitoso.

La replica della legale: «Separazione, non divorzio»

Sul caso è intervenuta l’avvocata Convertini, prima con una PEC inviata alla nostra redazione, poi con dichiarazioni rilasciate ad altri organi di stampa. La prima precisazione riguarda la situazione giudiziaria: tra i coniugi non c’è stato alcun divorzio, come inizialmente riferito da Pierozzi, ma è in corso una separazione giudiziale. La legale conferma che il giudice ha dato all’uomo un mese per trovare un’altra sistemazione dopo l’assegnazione della casa alla moglie.

«Vivere in tenda è una sua scelta»

Il cuore della replica, però, è un altro. Secondo l’avvocata, la tenda non sarebbe una conseguenza inevitabile della separazione, ma una decisione personale dell’uomo. A sostegno di questa tesi, la legale richiama le condizioni economiche e familiari di Pierozzi: i genitori sarebbero proprietari di due immobili, uno dei quali messo in vendita, oltre che di un camper, e percepirebbero pensioni dignitose.

Lo stesso Pierozzi, sostiene, potrebbe lavorare e sarebbe proprietario di una moto. Per la legale, l’uomo potrebbe quindi vivere con i genitori o nell’abitazione che questi hanno messo in vendita. «È una sua scelta vivere nella tenda e non voler lavorare», afferma l’avvocata, che aggiunge un’altra accusa: secondo lei, Pierozzi non verserebbe nulla per il mantenimento dei figli. Convertini precisa infine che la situazione è già monitorata dai servizi sociali del Comune. Nella PEC alla nostra redazione aveva inoltre segnalato che alcuni commenti online avrebbero leso la sua assistita e i figli, uno dei quali minorenne, annunciando di essere pronta a tutelarli nelle sedi opportune.

Il nodo dello Scalo Matteuzzi

C’è poi un aspetto che va oltre la vicenda familiare: le condizioni dello Scalo Matteuzzi. Le immagini scattate sul posto mostrano un tratto di litorale con sterpaglie, rifiuti, bottiglie di plastica e materiali abbandonati tra la spiaggia e le aree erbose vicino al muro. Un problema di degrado e decoro urbano che riguarda una zona a ridosso delle abitazioni e che resta aperto, indipendentemente da come si chiuderà la storia di Pierozzi.