Viterbo ha il suo Piano provinciale per le emergenze di viabilità, presentato in Prefettura
Cronaca
15 Ottobre 2026
Viterbo ha il suo Piano provinciale per le emergenze di viabilità, presentato in Prefettura

Dalla “prima risposta”, al coordinamento interforze

VITERBO –  Presentato il prefettura il Piano provinciale per le emergenze di viabilità, strumento operativo volto a disciplinare, in modo unitario, le procedure di allertamento, coordinamento e gestione degli eventi che possono incidere sulla regolarità e sulla sicurezza della circolazione lungo la rete viaria autostradale e ordinaria della provincia.

All’iniziativa hanno partecipato i rappresentanti delle istituzioni territoriali, delle Forze di polizia, del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, delle strutture sanitarie e del soccorso tecnico urgente, nonché dei principali soggetti operanti nei settori delle infrastrutture stradali e dei servizi di trasporto.
Il Prefetto di Viterbo, Sergio Pomponio, ha illustrato gli obiettivi e i contenuti del Piano, predisposto per assicurare una risposta tempestiva ed efficace in occasione di avverse condizioni meteorologiche, incidenti di particolare rilevanza, interruzioni delle principali arterie o altre situazioni in grado di determinare disagi alla circolazione.

Il sistema viario

Il documento muove dalla lettura di un sistema viario che, per la posizione della provincia tra l’area romana, l’Umbria, la Toscana e il versante tirrenico, svolge una funzione strategica per l’intero Centro Italia, ma che in numerosi tratti dispone di una ridotta ridondanza. La prevalenza di strade a una corsia per senso di marcia, gli attraversamenti urbani e i percorsi collinari rendono infatti possibile che l’interruzione di un singolo tratto isoli temporaneamente intere aree.
Tra le direttrici considerate figurano l’Autostrada A1 con il nodo di Orte, l’A12, la S.S. 1 Aurelia, la S.S. 2 Cassia, la S.S. 3 Flaminia e la S.S. 675 Umbro-Laziale, il cui mancato completamento costituisce un ulteriore elemento di vulnerabilità. Su questa base il Piano considera, a livello meramente esemplificativo, quattro famiglie di eventi, riconducibili agli eventi naturali, ai cantieri e ai lavori urgenti sulla rete, ai periodi di esodo e controesodo e agli incidenti stradali, con particolare attenzione a quelli che coinvolgono mezzi pesanti o merci pericolose.
Il modello operativo poggia sulla tempestività e sulla qualità del flusso informativo.

La segnalazione di un evento, proveniente da un ente deputato al soccorso o dal gestore della strada, ovvero da un privato e in tal caso verificata sul posto, giunge alla sala operativa della Forza di polizia intervenuta, che attiva senza ritardo i contatti essenziali con la Prefettura, con il gestore del tratto e con la Questura.

La prima valutazione spetta alla Forza di polizia intervenuta, con il supporto tecnico del gestore, e le misure indispensabili alla sicurezza e alla fluidità della circolazione, a cominciare dalla definizione della viabilità alternativa e dal presidio dei nodi strategici, sono adottate senza attendere l’eventuale convocazione di organismi di coordinamento più complessi.

La “prima risposta”

Di particolare importanza è il principio della “prima risposta”, che distingue il presidio continuativo dall’intervento immediato nei nodi strategici della rete. Il primo è affidato in via preferenziale all’ente gestore del tratto e alla Polizia Locale del Comune interessato, ove in servizio, mentre il secondo compete alla Forza di polizia più vicina disponibile, che assicura il presidio dei luoghi fino all’arrivo della squadra operativa dell’ente responsabile.

La distinzione risponde all’esigenza di garantire tempestività e continuità di intervento, tenendo conto dei tempi tecnici di attivazione delle squadre dei gestori ed evitando che le condizioni del traffico si aggravino nei minuti immediatamente successivi all’evento.

Coordinamento interforze

L’intensità del coordinamento è graduata su quattro livelli progressivi, che vanno dalla gestione ordinaria dell’evento da parte dei soggetti competenti alla preallerta informativa della Prefettura, dal raccordo operativo rafforzato tra più soggetti fino all’attivazione del Comitato Operativo per la Viabilità (C.O.V.). Quest’ultimo è composto con decreto del Prefetto, in attuazione del D.M. 27 gennaio 2005, e prevede la partecipazione necessaria di Polizia Stradale, Arma dei Carabinieri e Vigili del Fuoco, affiancati, in relazione alla tipologia di evento, dagli altri enti e dai gestori della rete maggiormente interessati.
La convocazione del Cov si verifica nei casi più critici per l’incolumità pubblica, la mobilità provinciale o un’incidenza rilevante sui servizi essenziali e sui mezzi di soccorso. L’attivazione è dunque riservata agli eventi di particolare gravità o con concreta possibilità di aggravamento, per i quali occorre un coordinamento strutturato tra più enti e gestori.
Il Piano si propone, in definitiva, di elaborare un modello idoneo a coordinare l’attuazione di tutte le azioni operative volte alla mitigazione delle criticità impattanti sugli assi viari provinciali, nell’ottica di anticipare, ove possibile, l’insorgere di un’effettiva emergenza di protezione civile.

Un ruolo fondamentale riveste l’informazione all’utenza e alla popolazione, garantita dai gestori e dai Comuni e resa coerente dal coordinamento del Comitato.
Un’ iniziativa che conferma il  ruolo di raccordo e coordinamento della prefettura cittadina tra le diverse componenti istituzionali del sistema di protezione civile e di sicurezza pubblica, promuovendo un dispositivo di intervento sempre più integrato ed efficace a tutela della pubblica incolumità.