Truffa criptovalute ai danni dei risparmiatori, cinque arresti
Cronaca
14 Ottobre 2026
Truffa criptovalute ai danni dei risparmiatori, cinque arresti

TRENTO – Truffa sulle criptovalute ai danni a risparmiatori, professionisti, imprenditori e pensionati per 5 milioni di euro.

A scoprirla la Guardia di Finanza di Trento, con un’indagine coordinata dalla Procura del capoluogo, che ha portato all’esecuzione di cinque misure cautelari agli arresti domiciliari e al sequestro di quasi 900mila euro, tra Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige e Belgio. Quindici in totale le persone denunciate, due delle quali trentine, una delle quali destinataria anche della misura cautelare.

L’inchiesta, avviata nel 2024, ha portato alla luce un sistema col quale sedicenti esperti del settore informatico proponevano investimenti ingannevoli nel settore del mining di criptovalute, organizzando convegni e presentazioni per vendere – con un investimento iniziale tra i 4.000 e i 30.000 euro – apparati che avrebbero dovuto consentire ingenti guadagni, che ovviamente i truffati non hanno mai realizzato.

I dispositivi venduti erano in realtà dei semplici computer, con potenza di calcolo del tutto insufficiente al “mining” delle criptovalute,  e le applicazioni e i siti internet forniti per visualizzare i presunti guadagni erano ingannevoli.

“Tra le figure di spicco dell’organizzazione – si legge in una nota della GdF – è emerso un soggetto di origine lombarda, dimorante in Svizzera, gravato da numerosi precedenti per reati economico-finanziari, risultato, in passato, vicino a contesti di criminalità organizzata riconducibili alla ‘ndrangheta”.

Vero e proprio “frontman” dell’organizzazione era il trentino che è stato messo ai domiciliari, che aveva il compito di procacciare i clienti e che in alcuni casi si occupava anche di raccogliere il denaro degli investitori.