CIVITAVECCHIA – Arrivo previsto venerdì 16 ottobre alle 6. In meno di 48 ore la ONG tedesca ha soccorso 227 persone, tra barche che affondavano e imbarcazioni misteriose. Linardi attacca il governo: «La distanza trasformata in un’arma».
Tre giorni di mare, 900 chilometri dalla zona dei soccorsi. È il viaggio che attende la Sea-Watch 5, la nave della ONG tedesca Sea-Watch, attesa venerdì 16 ottobre alle 6 alla banchina 32 del porto di Civitavecchia.
A bordo ci sono 151 persone salvate in tre operazioni nel Mediterraneo centrale. Il porto laziale è quello assegnato dalle autorità italiane.
L’altra nave dell’organizzazione, la più rapida Aurora 2, ha invece già fatto sbarcare a Lampedusa altre 76 persone.
Il bilancio complessivo è impressionante: 227 migranti soccorsi da cinque imbarcazioni in difficoltà in acque internazionali, tra il pomeriggio di domenica 11 e la sera di lunedì 12 ottobre. E non sono state operazioni tranquille: entrambe le navi hanno segnalato l’avvicinamento di imbarcazioni non identificate.
La prima operazione della Sea-Watch 5 è scattata domenica: 28 persone recuperate da un’imbarcazione che stava affondando, avvistata dall’aereo di SOS Mediterranée. Poche ore dopo, su segnalazione di Alarm Phone, altre 51 persone tratte in salvo. Prima di quel secondo intervento, una barca non identificata ha girato più volte attorno alla nave. Ma il momento più teso è arrivato lunedì mattina.
La Sea-Watch 5 è stata allertata per un’imbarcazione in difficoltà in un’area interdetta vicino a una piattaforma petrolifera. Una nave di rifornimento collegata all’impianto aveva dato il via libera per entrare e prestare soccorso.
È a quel punto che, via radio, una voce presentatasi come “Libyan Navy” ha ordinato alla nave di allontanarsi, minacciando di portare l’equipaggio a processo a Tripoli. Secondo l’organizzazione, l’equipaggio è riuscito a stemperare la tensione e a mettere in salvo tutte le 72 persone a bordo.
Sempre lunedì, l’Aurora 2 ha soccorso 76 persone in due interventi. Durante il primo, una barca grigia in vetroresina con quattro uomini a bordo si è avvicinata moltissimo alla nave, senza mai stabilire alcun contatto.
In serata l’equipaggio ha poi aiutato a stabilizzare una sesta imbarcazione fino all’arrivo della Guardia Costiera italiana, che ha preso a bordo i naufraghi.
«Una scelta politica con conseguenze letali» Durissima la portavoce di Sea-Watch, Giorgia Linardi. «Una delle barche stava affondando», ricorda, sottolineando che solo grazie alla società civile, alle navi, agli aerei e alle segnalazioni di Alarm Phone non si sta raccontando di altri naufragi.


