SHANGHAI – D’azzurro, tennisticamente, non c’è più nulla in quel di Shanghai. Come ampiamente descritto e narrato, una vera e propria Caporetto per i sette italiani che nei Masters 1000 più attesi del momento come quelli validi a suggellare lo swing asiatico non sono stati in grado di superare i primi turni: nessuno al terzo senza Sinner, è stato record.
Ma fortunatamente, d’azzurro c’è ciclismo. Eccome. Ai Mondiali su pista, fioccano tra l’altro e soprattutto già le prime medaglie. Per un’Italia, sia maschile che femminile, tra le assolute protagoniste.
Splendidi cammini, quasi omogenei e paralleli, fino alle finalissime dei 4000 metri di inseguimento. Ma in entrambi i casi, finali chiuse poco fa, non c’è stata la gloria massima: seconda piazza per Balsamo, Fidanza, Guazzini e Consonni per la femminile, seconda piazza per i Ganna, Magagnotti, Lamon e Milan nella maschile.
L’Italia centra subito un doppio argento. La maschile sconfitta dalla Danimarca, la femminile in finale dalla Gran Bretagna. L’appetito vien mangiando ed inutile mascherarci, entrambe le formazioni sognavano qualcosa di più. Alla fine doppio argento, comunque luccicante. I mondiali sono appena partiti: se si ripetono percorsi del genere, se il buongiorno si vede dal mattino, nessun sogno è precluso, tantomeno pertanto la possibilità di sedersi sul gradino più alto del podio.

