CIVITAVECCHIA – Ben 38mila euro per l’accoglienza di due minori stranieri non accompagnati. È la cifra riportata in una determinazione dirigenziale con cui il Comune di Civitavecchia prende atto dell’ospitalità dei due ragazzi nella cooperativa Futuraquila per il periodo compreso tra il 4 luglio e il 31 dicembre dell’anno in corso.
L’importo complessivo indicato nell’atto è di 38.010 euro. Una somma che, tradotta in termini più immediati, equivale a circa 6.335 euro al mese per entrambi i minori e a circa 3.168 euro mensili per ciascuno. Considerando i 181 giorni del periodo previsto, il costo medio riportato nella determinazione è di 105 euro al giorno per ragazzo. Numeri che, da soli, non dimostrano l’esistenza di irregolarità, ma che invitano quantomeno a una riflessione sull’entità della spesa e sulla necessità di renderne comprensibile la composizione.
La stessa determinazione richiama infatti una nota della Prefettura di Roma che prevede un contributo per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati fino a un massimo di 100 euro al giorno per ciascun ospite, nei limiti delle risorse disponibili. Un riferimento che rende opportuno un chiarimento: il provvedimento indica infatti un importo medio di 105 euro giornalieri per minore, senza illustrare nel dettaglio le voci che concorrono a determinarlo.
È dunque legittimo chiedersi quali servizi siano compresi nella retta, come venga determinato il costo giornaliero e quale sia, nel concreto, l’impatto economico per il Comune. La determinazione accerta infatti un’entrata di 38.010 euro e impegna una spesa dello stesso importo: anche questo passaggio meriterebbe di essere spiegato con chiarezza, per comprendere quale sia la copertura finanziaria dell’operazione e se vi siano eventuali costi aggiuntivi.
La domanda, in fondo, è semplice: a fronte di una cifra di questa entità, è possibile conoscere nel dettaglio che cosa viene pagato e come si arriva al costo giornaliero previsto? Una risposta puntuale sarebbe utile non soltanto per comprendere questo specifico provvedimento, ma anche per assicurare che le risorse destinate all’assistenza siano impiegate con criteri chiari, verificabili e sostenibili.

