Allerta in tre città toscane per sabato: chat virali tra scioperi e minacce. La Digos indaga su messaggi allarmistici
Cronaca
22 Ottobre 2026
Allerta in tre città toscane per sabato: chat virali tra scioperi e minacce. La Digos indaga su messaggi allarmistici

TOSCANA – Un clima di forte tensione e confusione sta attraversando Firenze, Pisa e Lucca, alimentato da una valanga di messaggi e screenshot diventati virali nelle chat degli studenti e inoltrati migliaia di volte sui social network. I contenuti rimbalzati sui telefoni mescolano in modo caotico appelli alla mobilitazione contro il carovita, allarmi per presunte violenze imminenti e l’intento di emulare i disordini che hanno recentemente colpito Milano e altre città italiane.

La diffusione massiccia di questo materiale ha fatto scattare l’allarme generale, spingendo centinaia di cittadini a inviare segnalazioni alla Digos e alla Polizia Postale, attualmente al lavoro per distinguere le minacce reali dalle fake news e per rintracciare i responsabili di questa campagna mediatica.

Il filone più concreto riguarda l’organizzazione di proteste contro il carovita previste per la giornata di sabato 24 ottobre. Le manifestazioni registrate negli ultimi giorni in diverse città italiane hanno acceso una rabbia sociale diffusa, spesso non intercettata dalle tradizionali sigle politiche o sindacali. In Toscana, il contagio è partito autonomamente attraverso i canali Telegram. A Firenze, un sedicente movimento non strutturato ha già convocato un’assemblea a Porta al Prato per preparare una mobilitazione con concentramento a Santa Maria Novella. A Lucca, la situazione appare più definita, con volantini affissi in città che chiamano a raccolta i cittadini per un corteo in piazza San Michele sabato mattina. A Pisa, invece, il tam-tam virtuale oscilla tra inviti a radunarsi in piazza Cavalieri o in stazione e smentite repentine, configurandosi più come un sondaggio per testare la possibilità di replicare le proteste lombarde. Le Prefetture hanno già attivato i Comitati per l’ordine e la sicurezza pubblica per garantire il monitoraggio delle piazze e predisporre uomini e mezzi in caso di emergenza.

A destare maggiore preoccupazione è però un secondo filone di messaggi, di natura spiccatamente allarmistica e violenta. Insieme agli appelli alla protesta circolano screenshot che annunciano l’arrivo in Toscana di centinaia di ragazzi da fuori regione (come Bologna e Milano), pronti a scatenare risse, devastazioni e violenze sessuali. Alcuni di questi messaggi, che l’intelligenza artificiale potrebbe aver contribuito a generare, includono persino liste di nomi femminili che sarebbero finiti nel mirino di presunti branchi.

Si tratta di un fenomeno allarmistico già registrato nelle settimane scorse in altre parti d’Italia, caratterizzato da toni beceri e misogini. Sebbene la Digos stia indagando a fondo per risalire alla fonte, finora questi allarmi specifici sulle violenze si sono rivelati del tutto infondati e decontestualizzati. Ciononostante, l’impatto psicologico è stato devastante: le fake news, rimbalzate inconsapevolmente da un telefono all’altro, hanno generato il panico tra le famiglie, spingendo molti genitori a vietare le uscite e studentesse terrorizzate a chiedere rassicurazioni ai propri docenti e presidi, i quali hanno a loro volta allertato le forze dell’ordine.

La potenziale pericolosità di queste chat aggregative è stata confermata da quanto accaduto nella vicina La Spezia, dove la Digos ha denunciato due minorenni accusati di aver promosso su WhatsApp una giornata di disordini finalizzata al saccheggio di un negozio di elettronica e di un centro commerciale. All’interno di questo gruppo, che contava circa 300 partecipanti, erano presenti espliciti riferimenti anche alla città di Pisa.

Il rischio concreto di questa ondata di confusione virale e minacce infondate è quello di oscurare il reale malessere economico e sociale — tra rincari, disoccupazione e tagli al welfare — che costituisce la base delle proteste contro il carovita in corso in tutto il Paese.