ROMA – Un boato improvviso nel cuore della notte ha squarciato il silenzio di Ciampino, riaccendendo l’incubo degli attentati dinamitardi che da settimane stanno tenendo sotto scacco l’intero quadrante orientale della Capitale e del suo hinterland. Questa volta nel mirino è finita una ricevitoria Snai situata in via della Folgarella, proprio a ridosso dell’aeroporto. La violenta deflagrazione ha sventrato la saracinesca e danneggiato gravemente l’insegna del locale commerciale ma, fortunatamente, vista l’ora in cui è avvenuto l’attacco, non si registrano feriti.
Il fragore ha fatto scattare l’allarme generale nel quartiere. Svegliati di soprassalto, decine di residenti hanno riversato la loro preoccupazione sui gruppi Facebook cittadini, ipotizzando l’esplosione di una potentissima “bomba carta”. Sul posto sono intervenute tempestivamente le pattuglie dei Carabinieri, supportate dalle squadre dei Vigili del Fuoco e da un’ambulanza del 118 inviata in via precauzionale. L’area è stata messa in sicurezza per consentire i primi rilievi.
Quello di Ciampino, tuttavia, sembra essere solo l’ultimo tassello di un mosaico criminale ben più ampio e allarmante. Gli investigatori sono infatti al lavoro per capire se vi sia un’unica regia dietro la lunga e inquietante scia di bombe che sta flagellando Roma Est. Solo pochi giorni fa, il 20 ottobre, un duplice attacco aveva preso di mira il proprietario di un autosalone: prima un ordigno esploso davanti alla sua abitazione a Castelverde, poi l’incendio che ha devastato l’attività commerciale in via Prenestina, in zona Colle del Sole.
Il bollettino delle intimidazioni è ormai un lungo elenco di terrore che tocca numerose periferie: il 17 ottobre un’esplosione ha colpito un garage in via Bisegna a La Rustica. Andando a ritroso fino al 5 ottobre, si registrano gli ordigni piazzati davanti a una sala slot all’Alessandrino e a una vineria di via Calpurnio Fiamma, nel quartiere Don Bosco. Una mappa del crimine che include anche il danneggiamento della saracinesca della Gold Car in via dei Platani a Centocelle e un’altra bomba fatta brillare nell’androne di un palazzo in via Filottrano, a San Basilio.
Le indagini delle forze dell’ordine proseguono a ritmo serrato nel tentativo di unire i puntini tra questi episodi. Che si tratti di racket delle estorsioni, di avvertimenti trasversali o di una vera e propria guerra per il controllo del territorio, la priorità è fermare un’escalation che sta seminando il panico tra commercianti e residenti di Roma Est.

