Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre, alle 3 si tornerà alle 2. Un’ora di riposo in più, ma il buio arriverà prima nel pomeriggio. Nei mesi invernali aumentano i consumi: attenzione soprattutto a illuminazione, bucato e dispositivi lasciati accesi.
Si avvicina il ritorno dell’ora solare. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026, alle 3 gli orologi dovranno essere riportati indietro di sessanta minuti, tornando alle 2. Si potrà così dormire un’ora in più, mentre cambierà la distribuzione della luce nella giornata: maggiore luminosità al mattino e tramonto anticipato di un’ora rispetto all’orario precedente.
Il passaggio coincide con l’avvicinarsi dei mesi più freddi, quando si trascorre più tempo in casa e cresce l’utilizzo di lampade, elettrodomestici e impianti di riscaldamento. Il rischio di bollette più pesanti, però, non dipende soltanto dallo spostamento delle lancette: incidono anche le temperature, le abitudini familiari e le condizioni del contratto di fornitura.
Consumi più alti nei mesi di ora solare
Secondo un’elaborazione di Pulsee Luce e Gas, riportata da Tgcom24, il periodo di ora solare presenta consumi energetici complessivamente superiori del 24,1% rispetto ai mesi di ora legale. Gli incrementi più marcati riguardano il bucato, con un aumento dell’80,6%, e la voce che comprende illuminazione ed elettronica, in crescita del 63,7%.
Si tratta di un confronto tra periodi dell’anno diversi, non della misura dell’effetto prodotto dal solo cambio dell’ora. Il maggiore utilizzo dell’asciugatrice, il buio anticipato e la permanenza più lunga negli ambienti domestici contribuiscono infatti a spiegare la differenza. Quel 24,1%, quindi, non indica un aumento automatico della bolletta per tutte le famiglie.
Lavatrice e asciugatrice: usare bene programmi e carichiIl bucato è una delle attività sulle quali concentrare l’attenzione. Tra gli accorgimenti suggeriti da Pulsee figurano l’utilizzo della lavatrice a pieno carico, senza sovraccaricarla, e la scelta di temperature contenute, quando compatibili con i tessuti e con le esigenze di lavaggio.
Prima di passare i capi nell’asciugatrice, una centrifuga adeguata alle indicazioni dei tessuti permette di ridurre l’umidità residua e il lavoro necessario per asciugarli. Anche la scelta di apparecchi efficienti contribuisce a limitare l’energia assorbita.
Luci e dispositivi: evitare gli sprechi serali
Con il tramonto anticipato, l’illuminazione domestica viene accesa prima. Sostituire le vecchie lampadine con modelli a Led e spegnere le luci nelle stanze vuote sono interventi utili per contenere i consumi. Per televisori e monitor, può aiutare anche regolare la luminosità in base a quella dell’ambiente ed evitare di lasciarli accesi quando non vengono utilizzati.
Un’altra attenzione riguarda lo standby: televisori, console e postazioni di lavoro possono essere collegati a una multipresa con interruttore, da spegnere quando non servono, purché si tratti di dispositivi che non richiedono un’alimentazione continua.
Riscaldamento, manutenzione e corretta diffusione del calore
Con l’arrivo del freddo diventa importante anche l’efficienza degli impianti. La pulizia dei filtri, dove presenti, e la verifica dei radiatori aiutano a mantenerne il corretto funzionamento. È inoltre opportuno non coprire i termosifoni, per non ostacolare la diffusione del calore negli ambienti.
Per chi ha una tariffa elettrica differenziata per fasce orarie, infine, concentrare alcuni utilizzi nei periodi meno costosi può ridurre la spesa. Il vantaggio va però verificato sulle condizioni della propria offerta: usare un elettrodomestico di sera non comporta necessariamente un risparmio per chiunque.
Quanto fa risparmiare l’ora legale
Il ritorno all’ora solare chiude i sette mesi di ora legale. Per il periodo dal 29 marzo al 25 ottobre 2026, Terna ha stimato un minor consumo di circa 302 milioni di kilowattora, equivalente al fabbisogno elettrico medio annuo di circa 115mila famiglie. Il beneficio economico stimato per il sistema è di circa 80 milioni di euro.
Un risparmio nazionale che non si traduce nello stesso importo per ogni utenza: il peso della bolletta domestica resta legato soprattutto a quanto si consuma, all’efficienza degli apparecchi e al prezzo dell’energia previsto dal contratto.

