VITERBO – La viabilità rivoluzionata, il traffico impazzito e un indotto commerciale crollato a picco. È uno sfogo amaro e carico di esasperazione quello che si alza dal quartiere attorno a via della Pila e via Monte Bianco a Viterbo. A dare voce al malessere di un’intera categoria è Alessandro Zappi, titolare del Bar Jamaica, che durante un incontro con la nostra testata ha puntato il dito contro l’amministrazione comunale e la realizzazione della nuova pista ciclabile, riassumendo il pensiero di numerosi negozianti della zona.
Il nodo della discordia sono quei «70 metri di pista ciclabile che hanno messo in croce un intero quartiere», andando a penalizzare pesantemente anche le arterie limitrofe come via Monte Bianco, ora molto meno trafficata e tagliata fuori dai flussi viari strategici. Un isolamento che sta spingendo gli esercenti sull’orlo della resa. «Faccio presente che le attività qui stanno pensando di andarsene – denuncia Zappi, facendosi portavoce dei malumori del comitato di via della Pila –. Voi, dicendo di aver reso la via più sicura, avete in realtà creato un vero e proprio mortorio».
L’opera, secondo il commerciante, si è rivelata un boomerang anche sul fronte della sicurezza stradale. La corsia dedicata alle biciclette «non se la fila nessuno», mentre il nuovo assetto costringe gli automobilisti a percorsi lunghi e tortuosi. «Le persone in macchina si trovano a dover fare un giro lunghissimo verso via Carlo Cattaneo per accedere ad altre vie – spiega il titolare del bar – e per evitare questo c’è chi rischia continuamente l’incidente venendo contromano, oppure imboccando la pista ciclabile al contrario».
Nel suo intervento, Zappi non risparmia i vertici di Palazzo dei Priori, rivolgendo un sarcastico “ringraziamento” agli assessori Emanuele Aronne e Floris, e alla sindaca Chiara Frontini. Ma la critica più aspra è rivolta a chi difende l’opera senza viverne i disagi quotidiani: «Ringrazio anche chi asseconda l’amministrazione elogiando questa “innovazione” per puro compiacimento, gente che poi alla fine non abita nemmeno qui».
Una rabbia che esplode nel finale, con parole che restituiscono fedelmente il polso di una tensione sociale ormai al limite. «Sono contento che vi stiate godendo le vostre poltrone pagate da noi cittadini, pur portando avanti interventi disastrosi per questa città – affonda Zappi, attaccando duramente la giunta –. Mi auguro vivamente che non siate più votati e che il prossimo anno andiate a casa. Sappiate che qui la gente è arrivata a detestarvi: l’avete gestita veramente male».

