MILANO – Risultati sorprendenti e clamorosi. O forse no. Perché ipotizzare passi falsi di Juve e Milan sconfitte ogni due/tre giornate, oggigiorno, sembra quasi diventata prassi. Due cantieri aperti, anzi apertissimi, come abbiamo spesso titolato in queste sedi nel corso degli ultimi mesi, i primi di stagione.
E puntualmente, dopo il loro doppio successo illusorio dell’ultimo weekend, eccole che incappano: i rossoneri clamorosamente capovolti e ribaltati dal Bologna di Palladino a San Siro, ma soprattutto bianconeri che capitolano 2-0 a Genoa trafitti dal Grifone nella bolgia di Marassi. Vince De Rossi, l’allievo supera il maestro, grandina ulteriormente e sempre più incessantemente sulla figura di Spalletti. Di Ehizibue e Baldanzi il doppio timbro nel primo tempo: Juve sconnessa e superficiale, di chi responsabilità?
Per il Genoa parliamo del terzo successo consecutivo al Ferraris, tornato bolgia quindi fortino. Se la Juve non lascia intraveder direzione, il Milan? Nonostante l’alibi delle assenze, Amorim combina il pasticcio: doppio Cissé illude, triplo Mbangula sbanca. 4-2 in rimonta di Palladino, dall’avvento straordinario pure a Bologna.
Milan con l’attenuante dei 18 punti, a due lunghezze dal Como e tre dalla Roma; per la Juve notte fonda, invece, soltanto 14 punti all’attivo come quel Napoli che quantomeno stasera a Monza ha rilanciato segnali confortanti, netto poker a restituire fiducia in vista di uno scontro diretto in cui, tra Spalletti ed Allegri, francamente si salvi chi può.
In chiosa, ma solo perché fa meno notizia, il successo per quanto sofferto e combattuto dell’Inter a Venezia: doppia sfortunata autorete nel finale ad annientare i sogni di gloria dei lagunari di Nicola (per due volte tra l’altro a segno, prima che Var ed Offside cancellassero l’esultanza del Penzo), Chivu supera pure questa e riafferra immediatamente in testa la Lazio.

