ROMA – Un sistema bloccato da tempi biblici e dibattiti ideologici, drammaticamente scollato dalle reali esigenze di chi fa impresa e deve far quadrare i bilanci. È un’analisi spietata quella tracciata da Cateno De Luca, sindaco di Taormina e leader di Sud chiama Nord, a margine del convegno promosso da Confimprese Italia agli Horti Sallustiani di Roma.
Intervenendo all’appuntamento dedicato agli assetti organizzativi e contabili (patrocinato da Unioncamere e dall’Ordine dei commercialisti romani), De Luca ha puntato il dito contro le lungaggini istituzionali: «La politica non riesce a garantire tempi rapidi e certezze. C’è uno scollamento totale tra chi ha la necessità di pianificare i propri investimenti e chi, nei palazzi, perde tempo inseguendo approcci puramente ideologici». La ricetta proposta dal vulcanico amministratore siciliano è chiara: regole certe e un massiccio piano di semplificazione per far tornare il “Sistema Italia” concretamente attrattivo per i capitali.
Ma il problema, avverte l’onorevole, non riguarda soltanto il comparto privato. Anche le amministrazioni locali annaspano, imbrigliate da un fisco e da un sistema di tributi che impedisce ai sindaci di avere certezze per la programmazione strategica dei bilanci. Forte del suo recente posizionamento nel perimetro del centrodestra con la rete civica che unisce i primi cittadini d’Italia, De Luca lancia la sua proposta da inserire nella prossima agenda di governo: la cosiddetta “intesa in comune”.
Si tratta, nei fatti, di una strategia di concertazione diretta tra i palazzi municipali e il tessuto produttivo. «Qualunque investimento, al di là dei grandi asset strategici di competenza statale o regionale, passa inevitabilmente attraverso la pianificazione municipale», ha sottolineato De Luca. Un passaggio sul territorio che oggi, troppo spesso, si trasforma in un imbuto letale per l’economia: «Spesso i progetti si perdono, sia nelle tempistiche che nell’efficacia, all’interno di una macchina burocratica che non riesce in alcun modo a tenere il passo e i ritmi dei proponenti».

