VITERBO – Ieri sera Viterbo ha celebrato un passaggio atteso da anni per lo sport cittadino e per l’intero quartiere: è stato inaugurato ufficialmente il nuovo campo in erba sintetica della società Barco Murialdina. L’evento, accompagnato da un clima di grande festa, ha visto i giovani atleti della scuola calcio invadere il nuovo e verdissimo rettangolo di gioco sventolando piccoli cartelli con la scritta “Grazie”. Durante la cerimonia, a cui ha preso parte l’amministrazione, è stata svelata la targa che intitola la struttura “Centro Sportivo Sergio Pollastrelli” e una targa commemorativa con cui il club ha ringraziato la prima cittadina per aver reso possibile l’opera.
L’amministrazione rivendica con orgoglio il traguardo raggiunto, che manda in pensione il vecchio e polveroso terreno di gioco. «Abbiamo detto addio alla pozzolana per consegnare ai nostri ragazzi uno spazio moderno, sicuro e pronto da vivere», ha dichiarato la sindaca Chiara Frontini, che ha ringraziato l’assessore Emanuele Aronne per aver seguito il progetto fin dall’inizio. «Un impegno mantenuto per lo sport, per il quartiere, per Viterbo – ha aggiunto la prima cittadina –. Investire negli impianti sportivi rinnovati significa puntare “all in” sui giovani, sulla socialità e su una città dinamica e al passo con la modernità».
A farle eco è proprio l’assessore allo Sport, Emanuele Aronne, che ha evidenziato la duplice valenza, tecnica e sociale, della riqualificazione. Sul fronte puramente sportivo, Aronne ha espresso una soddisfazione immensa, sottolineando come oggi il campo sia omologato per ospitare gare fino alla Serie D. Si tratta, inoltre, di un riscatto d’immagine per il movimento locale: «Un impegno preso con delle ragazze del calcio femminile che si vergognavano quando le squadre romane, che giocano sul sintetico, venivano a Viterbo e trovavano la pozzolana», ha spiegato l’assessore.
Infine, il nuovo prato sintetico risolve un annoso problema di vivibilità per il vicinato. L’opera rappresenta infatti «una risposta dopo anni a quegli abitanti che hanno scritto in Comune perché i loro appartamenti si riempivano di terra quando tirava vento». Da oggi, conclude Aronne, tutto questo è finalmente diventato realtà.

