Il venticinquenne si era arrampicato sul monumento di piazza della Minerva, forse per un selfie o una bravata. La pena sarà scontata svolgendo attività a favore della collettività.
ROMA – È stato condannato a dieci mesi e venti giorni il giovane di 25 anni che, lo scorso febbraio, aveva danneggiato l’Elefantino di Gian Lorenzo Bernini in piazza della Minerva, a Roma. Il ragazzo si era arrampicato sull’obelisco, forse per scattarsi un selfie o per una bravata, provocando il distacco di una parte della zanna sinistra della scultura.
La sentenza, pronunciata ieri, prevede che la pena venga eseguita attraverso lo svolgimento di attività a favore della collettività, per una durata equivalente a quella della condanna.
L’identificazione attraverso le telecamere
A individuare e denunciare il venticinquenne erano stati gli agenti del I Gruppo Centro della Polizia Locale di Roma Capitale. Le indagini erano cominciate immediatamente dopo la scoperta del danno, con l’acquisizione e l’esame delle registrazioni degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona.
Gli investigatori avevano analizzato i filmati fotogramma per fotogramma, confrontando le riprese da diverse angolazioni. Il lavoro aveva consentito di risalire al giovane, immortalato da una telecamera mentre si arrampicava sul monumento in presenza di altre quattro persone.
Il procedimento per il danneggiamento del bene culturale
Gli ulteriori accertamenti, svolti sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Roma, avevano portato all’apertura di un fascicolo a carico del venticinquenne per deturpamento di un bene culturale pubblico. Il procedimento si è concluso con la condanna.

