E pensare che stavolta tutto sembrava andare per il verso giusto. Con storia annessa, tra l’altro. Quella che Soulé e Malen, a suggellare un primo tempo perfetto, imprimevano all’Old Trafford: mai nessuno in Europa aveva freddato i Red Devils in così poco tempo. 17 minuti ed il tabellone d’Old Trafford sembrava descrivere e narrare la stessa serata da incubo per il Manchester United, ormai in balia delle onde, con quel Carrick sul lastrico e la squadra specchio di quella che in Premier resta sull’orlo della zona retrocessione.
Ma la storia e la tradizione in Europa continuano ad avere il loro peso specificatamente infinito. Ecco perché tutto il paragrafo in apertura va coniugato al condizionale passato. Quel che sarebbe stato, ma che non sarà mai. Perché nonostante interpretazione romanista perfetta di un Gasp che chiude avanti 2-0 all’intervallo lungo, nella ripresa cambia tutto: mai dar per vinti i Red Devils, specialmente quando sembra girar loro tutto storto. All’Old Trafford mille vite.
Rigore generoso: Bruno si farebbe ipnotizzare e Vasquez respingerebbe pure, ma Cristante invade prima del dovuto la ribattuta e l’arbitro fa ripetere, stavolta Fernandes non sbaglia. Cambia l’inerzia, cambia l’atmosfera: Old Trafford una bolgia, la Roma soffre, il Man United assalta senza nulla da perdere. Gli affondi, pressione e forcing premiano nel finale: stavolta tradisce Balerdi, Cunha fa 2-2 al tramonto. Ultimi cinque minuti: ennesimo affondo, stavolta bolide e staffilata, ancora Cunha smonta la porta e si tuffa tra i sostenitori impazziti. La notte che può cambiare l’annata dei Red Devils: resurrezione?
Un 3-2 che in casa Roma significa ancora rimpianti su rimpianti. Dopo il clamoroso ribaltone incassato all’Olimpico col Real, un’altra notte di gloria europea gettata al vento. L’Old Trafford resta maledizione, in Europa la tradizione pesa: succede sempre di tutto, nel teatro degli.. incubi romanisti. Dopo le imbarcate, quinta sconfitta su cinque da queste parti. Sfiorato il colpo grosso dopo un primo tempo d’altrettanta voce grossa, l’esito finale è sempre lo stesso. Roma che resta dietro a quattro punti in classifica, ma sedicesimi ancora alla portata.


