Roma – L’ultimo saluto ai quattro militari morti in Bosnia: “Uomini e donne che avevano sogni di bellezza e di bontà” (FOTO)
Cronaca
3 Novembre 2026
Roma – L’ultimo saluto ai quattro militari morti in Bosnia: “Uomini e donne che avevano sogni di bellezza e di bontà” (FOTO)

ROMA – Si sono svolti nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri i funerali di Stato dei quattro italiani morti nell’incidente dell’elicottero CH-47 avvenuto il 29 ottobre in Bosnia-Erzegovina, durante una missione nell’ambito dell’operazione EUFOR Althea.

 

La cerimonia ha riunito le massime autorità dello Stato, rappresentanti delle istituzioni civili e militari e i familiari delle vittime, per l’ultimo saluto a Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci.

 

 

Presenti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il capo dello Stato si è avvicinato ai familiari per rivolgere loro un saluto e un gesto di vicinanza in un momento di profondo dolore.

 

Numerose anche le persone comuni accorse davanti alla Basilica per assistere alla cerimonia e manifestare la propria vicinanza alle famiglie. Tra loro un’amica della famiglia di Claudio Marchesi, che ha ricordato lo sgomento suscitato dalla notizia: “È stata una notizia scioccante. Per i parenti è un momento durissimo”.

 

Durante l’omelia, il sacerdote ha ricordato il servizio svolto dai quattro italiani e la loro dedizione al Paese.

 

 

“Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura sono tragicamente scomparsi mentre svolgevano il loro servizio – ha detto durante il rito funebre -. Affidiamo i nostri fratelli all’abbraccio di Dio, ci stringiamo con affetto alle famiglie e condividiamo il loro dolore”.

 

Il celebrante ha poi rivolto un pensiero alla comunità della Difesa e al significato del servizio prestato dalle vittime: “Il nostro cuore è colmo di dolore ed affetto per persone che hanno servito generosamente la loro Patria. Uomini e donne che avevano sogni di bellezza e di bontà”.

 

Nel corso della funzione è intervenuto anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha rivolto un ricordo ai quattro caduti e un messaggio ai loro familiari.

 

 

“È un momento tragico e difficile – ha detto Crosetto -. Per le famiglie è un momento incomprensibile. Stiamo parlando dei bambini che hanno tenuto in braccio, i compagni di una vita, le persone con cui pensavano di vivere il futuro”.

 

Il ministro ha sottolineato come le quattro storie, pur diverse, fossero accomunate dall’orgoglio di servire l’Italia. “Non sono più i figli delle loro famiglie ma sono diventati dei simboli. Dei simboli dell’entusiasmo di servire. E quell’entusiasmo, quell’orgoglio e quella gioia non possono essere dimenticati”.

 

Le salme erano rientrate in Italia il 2 novembre, con un volo militare atterrato all’aeroporto di Ciampino. Ad accoglierle erano presenti Mattarella, Meloni e i ministri Guido Crosetto e Antonio Tajani.

 

 

Dopo il rimpatrio, i feretri erano stati trasferiti al Policlinico militare del Celio, dove era stata allestita la camera ardente.

 

L’incidente si era verificato nella zona di Brčko, in Bosnia-Erzegovina. A bordo dell’elicottero CH-47 si trovavano militari italiani impegnati nella missione internazionale. Lo schianto ha provocato la morte dei quattro connazionali e il ferimento di altre undici persone.