Pedopornografia online, operazione della Polizia Postale in tutta Italia: 7 arresti e 23 denunce
Cronaca
4 Novembre 2026
Pedopornografia online, operazione della Polizia Postale in tutta Italia: 7 arresti e 23 denunce

ROMA – Trenta persone sono state individuate dalla Polizia di Stato nell’ambito di una vasta operazione contro la produzione e la diffusione di materiale pedopornografico online. Sette sono state arrestate e altre 23 denunciate in stato di libertà, al termine di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma e condotta su tutto il territorio nazionale.

 

Le indagini hanno portato al sequestro di centinaia di gigabyte di video contenenti abusi sessuali su minori, anche in tenerissima età, e di 60 supporti informatici. Nel corso di una perquisizione a Roma, nell’abitazione di uno degli arrestati, sono stati inoltre trovati 895 grammi di marijuana.

 

L’inchiesta ha preso avvio dalla denuncia della madre di una ragazza di 13 anni, adescata attraverso una piattaforma di messaggistica istantanea da un adulto che l’avrebbe coinvolta in un gioco online chiamato “Omegle Game”. Il sistema prevedeva una serie di sfide a contenuto sessualmente esplicito, con l’assegnazione di punteggi in base ai comportamenti richiesti alle giovani partecipanti.

 

Le attività investigative hanno consentito di ricostruire il funzionamento del circuito e di individuare i soggetti che avrebbero creato e organizzato le chat utilizzate per adescare le minorenni. Secondo quanto emerso, per accedere al gioco era necessario ricevere un link di invito e procedere a un pagamento, anche attraverso criptovalute.

 

Gli approfondimenti tecnico-informatici del Centro operativo per la sicurezza cibernetica del Lazio hanno portato all’identificazione di quattro persone ritenute coinvolte nella gestione delle chat, nella produzione e nella condivisione del materiale illecito e nel successivo commercio online.

 

L’attenzione degli investigatori si è poi concentrata su un canale a pagamento denominato “LUMACA”, all’interno del quale sarebbero stati individuati altri 30 soggetti dediti alla diffusione di materiale pedopornografico.

 

Gli accertamenti hanno permesso di documentare anche le modalità di interazione tra gli utenti e i sistemi utilizzati per rendere più riservato lo scambio dei contenuti.

 

Su disposizione della Procura di Roma sono state eseguite 30 perquisizioni domiciliari e informatiche in diverse regioni italiane, con il supporto dei Centri operativi per la sicurezza cibernetica di Lombardia, Veneto, Piemonte, Umbria, Campania, Sardegna, Puglia e Calabria.

 

Tra le persone coinvolte figurano anche due minorenni.

 

L’operazione ha consentito di interrompere, secondo gli investigatori, un circuito di produzione e diffusione di materiale pedopornografico alimentato anche da pagamenti e scambi online.

 

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari.

 

Tutte le persone coinvolte sono da considerarsi non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.