Troni nel tufo e tesori sfuggiti ai tombaroli: a Cerveteri la messa in sicurezza svela le nuove meraviglie di Monte Abatone
Cronaca
4 Novembre 2026
Troni nel tufo e tesori sfuggiti ai tombaroli: a Cerveteri la messa in sicurezza svela le nuove meraviglie di Monte Abatone

CERVETERI – Un cantiere nato per un’urgenza di tutela strutturale si è trasformato, a sorpresa, in un formidabile scavo di recupero e conoscenza. A Cerveteri, l’antica Caere, la necropoli di Monte Abatone è tornata a restituire frammenti preziosi del proprio passato, dimostrando come l’indagine archeologica condotta con rigore riesca spesso ad avere l’ultima parola persino sulle devastazioni dei predatori di reperti.

L’intervento si era reso necessario per documentare e mettere in sicurezza alcune tombe interessate da crolli e pesanti situazioni di instabilità. Eppure, una volta rimossi con cautela i riempimenti e liberati gli antichi accessi, la roccia ha ricominciato a “parlare”. Alla luce sono riemerse diverse camere funerarie, ognuna in grado di restituire uno spaccato inedito dell’architettura e dei rituali dell’epoca: una struttura conserva ancora buona parte della sua volta originaria; un’altra esibisce ampie tracce di decorazione pittorica rossa sulle pareti, fondamentale per comprenderne l’impatto visivo antico; un’altra ancora ha svelato un complesso arredo funerario scolpito direttamente nel tufo, comprendente dei veri e propri troni.

Queste sepolture, purtroppo, portavano i segni inequivocabili del passaggio degli scavatori clandestini. Tuttavia, la foga distruttiva dei “tombaroli” ha lasciato dietro di sé tracce di inestimabile valore storico. Tra i materiali sfuggiti al saccheggio spicca infatti una splendida olla di forma stamnoide, conservatasi quasi integralmente. Il reperto materiale è impreziosito da una raffinata decorazione figurata, caratterizzata da animali incisi e minuziosi particolari dipinti in rosso: un pezzo eccezionale che potrà essere letto in tutta la sua complessità formale e cronologica al termine delle imminenti operazioni di pulitura.

Tutte le sepolture sono state ora indagate, adeguatamente documentate e assicurate contro ulteriori cedimenti. I reperti recuperati sono passati nelle mani dei restauratori, con una promessa già annunciata per la collettività: a restauro concluso, l’olla stamnoide sarà esposta al pubblico. Un salvataggio in extremis che arricchisce la comprensione della società ceretana e ribadisce, attraverso l’evidenza materiale, l’importanza cruciale della tutela attiva del patrimonio.