LENS (FRANCIA) – Qualcosa di fantascientifico è appena successo nel folle mercoledì da leoni di Champions League. Una dicotomia senza senso, in chiave tricolore. Due progetti all’estremità, due poli opposti, una ditocomia piena di contenuti che fa riflettere, che fa notizia, che centra copertine e prime pagine.
Nel bene il Como. Che scrive l’impossibile. Nove gol in trasferta non li aveva mai fatti nessuno, a livelli come questi. Ebbene sì, nove gol. Perché il Como di Fabregas, progetto più straordinario e pur sfavillante adesso ad orbite spaziali come queste dell’ultimo decennio di calcio italiano, ha appena sbloccato la casella delle vittorie in trasferta in Champions League, sì, ma con un 9-1 sul campo del Lens che di senso logico, francamente, non ne ha. Stellare. Paradisiaco. Da capogiro. Triplo Douvikas, quindi Paz con dedica a De Miguel; quindi Kempf, Da Cunha, Baturina come gli stessi Liberali e Papaccioli, giovani prodigio. Qualcosa di enorme, qualcosa di stratosferico, qualcosa di mai visto.
Che catturerà le copertine d’Europa e non potrebbe esser altrimenti. Roboante, mediatico, storico: incredibile ma vero. Copertine, in questo caso soltanto italiane, che conquisterà pure il Napoli. Ma per ben altro tipo di motivi. Un Napoli che naufraga, un Napoli polveriera. Stavolta l’ennesima notte fonda azzurra fiocca ad Oporto: filosofia Farioli demolisce Max Allegri, che già fa contenuto. Il nuovo che divora ciò che in moltissimi ormai ritengono superato. 4-1 nel finale, non basta McTominay, autentica lezione se non umiliazione.
E nel finale scoppierà lo spogliatoio azzurro. Non bastano le assenze, quelle che Max sottolineerà: Hojlund e McTominay dissentiranno, pubblicamente. Politano chiederà che possa esser qualcun altro a metterci la faccia: pure gli stranieri, non sempre il solito zoccolo duro degli italiani. Ma in prima pagina finiscono Lucca e KDB, che se ne dicono quattro e più del dovuto, in mezzo al campo. Subbuglio, ferri corti. Napoli devastato. Notte fonda. Per Max già capolinea?

