NAPOLI – Non è stato mai amore. Ed anzi, a questo punto forse non lo sarà mai. Tant’è che ormai la maggior parte della tifoseria è scesa dal carro, semmai ci fosse salita. La piazza di Napoli chiede la testa di Allegri, dopo l’ultima ed ennesima umiliante sconfitta, stavolta incassata in Champions ad Oporto. Bottino desolante in Coppa dei Campioni, bottino desolante in campionato. Fin qui, un autentico flop.
A giugno, nonostante ADL volesse Italiano, Manna convinse il patron a puntare sull’esperienza d’Allegri: la squadra sembrava a fine ciclo, qual profilo poteva sembrar miglior per scavar e centrar gli ultimi colpi di gente più che avanti con gli anni, dal blocco storico composto dai Di Lorenzo e Spina/Politano fino a Lobotka, KDB e Zambo Anguissa. Il tempo invece, quantomeno al momento, non ripagherà questa scelta.
Anzi, il Napoli naufraga. Continua ad affondare. E lo spogliatoio è diventato una polveriera. Che pure un maestro di gestione come Max.. non riesce evidentemente più a gestire. Tant’è che in vista dell’ultima sfida prima della grande sosta di novembre la società ha imposto una mossa che per nulla fa rima col lessico allegriano: il ritiro, un ritiro forzato, due giorni insieme e senza famiglie da venerdì a domenica per preparare la gara con la Lazio sorprendente capolista.
Secondo molti, con sosta incombente, per Allegri siamo già all’ultima spiaggia. Se dovesse perder ancora e soprattutto perder male, in questo caso al Maradona, la società potrebbe cambiar guida tecnica. Con una rosa falcidiata dagli infortuni il buon Max è chiamato a stregar la capolista: riuscirà nell’impresa o tutti quei fantasmi che aleggiano sempre più impetuosamente se lo porteranno via pure da Napoli?

