Da Civitavecchia a Terni inseguendo pesce scaduto e cucine da incubo: la Guardia Costiera non perdona
Cronaca
6 Novembre 2026
Da Civitavecchia a Terni inseguendo pesce scaduto e cucine da incubo: la Guardia Costiera non perdona
Stangata da oltre 22mila e un ristorante etnico chiuso dopo il rintracciamento della filiera

CIVITAVECCHIA – Un blitz a tutela della salute pubblica che è partito dalle coste laziali per spingersi fino all’entroterra umbro. Gli ispettori specializzati della Guardia Costiera di Civitavecchia hanno passato al setaccio l’intera filiera della pesca, mettendo a segno una vasta operazione che ha portato alla chiusura di un locale, al sequestro di oltre un quintale di merce e a un’ondata di multe.

Nel mirino dei militari, in un’operazione condotta negli scorsi giorni, sono finiti complessivamente 13 esercizi commerciali sparsi tra il litorale e la provincia di Terni. I controlli hanno riguardato a 360 gradi ristoranti etnici, locali di tradizione italiana, pescherie al dettaglio e punti vendita della grande distribuzione organizzata. L’obiettivo era tracciare il percorso del pescato e verificare il rigoroso rispetto delle normative igienico-sanitarie e di etichettatura per tutelare i consumatori.

Il bilancio finale racconta di 7 verbali amministrativi staccati, per un totale di 22.000 euro di sanzioni. A spiccare in negativo è stata la condotta di un supermercato, colpito da una maxi-multa di ben 10.000 euro: sui banchi dell’attività venivano infatti ancora proposti per la vendita prodotti ittici scaduti addirittura dallo scorso 16 ottobre. Complessivamente, durante le ispezioni, gli uomini della Capitaneria di Porto hanno sequestrato circa 80 chilogrammi di pesce privo dei requisiti di tracciabilità o con etichettature fuorvianti, togliendoli di fatto dal mercato.

La situazione di maggior degrado è emersa però all’interno di un ristorante etnico. Le gravissime carenze igienico-sanitarie riscontrate tra i fornelli delle cucine e nei locali adibiti allo stoccaggio del cibo hanno spinto i militari a richiedere l’intervento d’urgenza dell’Asl. L’ispezione si è conclusa con il provvedimento più drastico: la chiusura immediata dell’attività commerciale. L’intervento, supportato dai veterinari del Servizio Igiene Alimenti dell’Usl Umbria 2, ha portato inoltre alla distruzione e allo smaltimento di ulteriori 50 chili di alimenti di varia natura.

L’attività condotta dalla Direzione Marittima conferma come la vigilanza sulla sicurezza alimentare non si esaurisca affatto sulle banchine dei porti di sbarco, ma segua il prodotto in ogni suo passaggio commerciale, garantendo la salute dei cittadini e tutelando, allo stesso tempo, tutti quegli esercenti che lavorano quotidianamente nel rispetto delle regole.