ROMA – La Nazionale italiana di pallavolo femminile ha toccato le vette più straordinarie, negli ultimi anni. L’oro olimpico di Parigi 20254, i Mondiali del 2025. Già, ma non ha saputo completare la tripletta dei sogni, perdendo l’ultima finale Europea in Turchia, sul Bosforo, trafitta sul più bello dalle ragazze di Santarelli.
Ma per Velasco, la competizione continentale non è mai stata priorità assoluta. Anzi, ha utilizzato l’ultima kermesse settembrina per cambiar l’ordine degli addendi, osare, sperimentare. Evolversi, come le grandi realtà, come i grandi movimenti, come le grandi nazionali. Anche a costo di rimetterci qualcosina, in questo caso proprio l’Europeo.
Il prossimo step per l’Italvolley femminile di Velasco si chiama Mondiali, già, quelli del 2027. Avrà nove mesi per prepararsi alla kermesse iridata, in cui le azzurre ripartiranno da campionesse in carica: un’edizione, quella del prossimo anno, prevista a cavallo tra Stati Uniti e Canada dal 20 agosto al 5 settembre 2027.
Ma perché i Mondiali pesano così tanto? Perché la priorità di Velasco, e proprio in tal senso si spiegano i diversi cambi e gli stessi esperimenti dell’ultimo Europeo, è sempre stata evolversi per tornare al massimo in quel di Los Angeles 2028. Le Olimpiadi. Per le quali l’Italia deve ancora staccare il proprio pass.
Ce ne sono tre in palio ai prossimi Mondiali. Per chi non avrà ancora conseguito il biglietto a cinque cerchi, le migliori tre piazzate saranno premiate con qualificazione più accesso olimpico. Ecco perché già ai Mondiali è importante tornare a fare bene e recitar ruolo di primordine.
In questo senso il primo mattone è stato messo. L’Italia aspettava di conoscere avversari con cui partirà il suo cammino. Bene, sorteggio abbordabile: Belgio, Colombia e Portorico. Come i Mondiali di calcio di una volta, 32 squadre in 8 gironi: passano le prime 2, eliminazione diretta dagli ottavi. C’è tutto per superare il primo girone, dunque. L’Italvolley guarda già al futuro.

