MILANO – Imposizione del proprio calcio. Soluzione, rullo compressore, personalità. Così l’Inter ha letteralmente annichilito il Como nel primo tempo, divorandolo dalle prime battute, sostenuta da un’interpretazione tattica perfetta, quella con cui Chivu stavolta ha battuto Fabregas.
Finita 2-0 a San Siro, una gara già ben incanalata entro la mezzora, quando gli esterni volano e le punte timbrano: no Lautaro? No problem. Prima Pio Esposito sull’affondo di Spence, quindi Thuram su quello di Dimarco. Nella ripresa Cesc prova a cambiar le carte in tavola, ma è sempre più l’Inter quella più vicina al terzo gol che il Como a riaprirla.
Inter che stacca il Como, ora al pari del Milan. Inter che controsorpassa la Roma e torna ad un solo punto dalla Lazio. Vittoria manifesto, a sottolineare e ribadire perché i campioni d’Italia si sentano ancora i più forti e quanto chiaramente puntino a ribadirlo anche alla fine di questa stagione.
In serata gol, sorprese ma tanti errori al Franchi tra Fiorentina e Juventus. Due che non sono guarite e si vede: alla fine bel 2-2, un punto a testa, sì, ma niente svolta. Viola che scappa due volte tra Pellegrino e Njie, Juve che riafferra due volte tra Woltemade e Bremer. Almeno meglio Kolo Muani, che cresce. Una gara contraddistinta dalla solità rivalità, sì, senz’altro, ma pur da tante polemiche arbitrali: diversi falli di mano contesi in area, polemiche a non finire.

