Verdecalcio
2 Novembre 2011
Bentivoglio ritorna alla guida della juniores del Civitavecchia

di LUCA GUERINI

CIVITAVECCHIA – E’ tornato sulla panchina degli juniores del Civitavecchia Giovanni Bentivoglio.
Mister è emozionato per questo ritorno?
«Indubbiamente sì! Ringrazio per questo il presidente Tersigni e il dg Luci per la fiducia accordatami. Potrò contare su giovani di grande valore che saranno utili anche in prima squadra».
Proprio in questi giorni vi state allenando assieme al gruppo diretto da Masini com’è il rapporto tra le due formazioni?
«Fortunatamente è nata una splendida sinergia con la prima squadra ed abbiamo formato un gruppo di 20-22 appartenenti alla categoria che, salendo e scendendo dalla prima squadra, hanno formato una squadra intercambiabile e molto unita. su queste basi possiamo inserire nuove conoscenze tattiche e tecniche che serviranno a contribuire alla crescita di ogni ragazzo, patrimonio della società».
Come sarà il campionato?
«Questo è da sempre un campionato che disegna realtà particolari perché molte squadre potendo contare su un largo numero di giocatori possono non “soffrire” i prestiti alla prima squadra».
Cosa ha chiesto ai suoi giocatori?
«Allegria, desiderio di stare insieme, vivere lo sport nel nome della fratellanza e della socialità. Non per questo rinunceremo a puntare ad obiettivi che siano mirati ad una classifica dignitosa, la migliore possibile. Il gruppo ha svolto la preparazione senza affatto lesinare impegno e dedizione».
Mister, nei suoi trascorsi ci sono state anche battaglie a livello sociale all’interno del mondo dello sport.
«Sì, e colgo l’occasione per inviare a tutti coloro che si apprestano a vivere la nuova stagione agonistica l’augurio più grande per il raggiungimento degli scopi propri dello sport, magari rinunciando ognuno ad un pò di esasperato egoismo che troppo spesso , ahimè anche nel settore giovanile, coglie allenatori in primis , calciatori e genitori. e visto che la mia categoria è quella a cui mi sento più vicino invito noi tutti, me compreso a deporre piccole ripicche personali, comportamenti anti sportivi dentro e fuori il campo di gioco, mirando il più possibile al solo ed unico obiettivo possibile: creare le basi per un migliore funzionamento dello sport agonistico e non in una città che non riesce a far esplodere in modo continuato e efficace le proprie possibilità, spesso disperdendo le forze in nome di sogni e di speranze che spesso sono e resteranno tali».